Spin Time, bimbo di un anno e mezzo ricoverato per disidratazione: la protesta e la trattativa per l'acquisto del palazzo
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Redazione Interno
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Dopo giorni trascorsi all'aperto a seguito dello sgombero e del sequestro dell'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, un bambino di un anno e mezzo, di origini nigeriane, è stato ricoverato in codice rosso al Policlinico Umberto I di Roma per una grave disidratazione, probabilmente causata dalle temperature elevate.
Il piccolo si è sentito male nel tardo pomeriggio di lunedì mentre si trovava con la famiglia tra le centinaia di persone che, da ormai una settimana, vivono in condizioni di estrema precarietà dopo l'incendio divampato nella notte tra il 29 e il 30 luglio all'interno dell'edificio. Secondo quanto riferito da fonti sanitarie, il bambino sta reagendo alle cure ma rimarrà ricoverato, e l'episodio ha spinto gli attivisti di Spin Time Labs a lanciare un nuovo allarme: "Sono giorni che denunciamo la situazione in cui vivono i minori per strada. Non c'è più tempo".
La degenerazione delle condizioni sanitarie nel presidio
Il ricovero del bambino rappresenta l'episodio più drammatico di una situazione che gli occupanti definiscono ormai insostenibile. Sono circa 400 le persone, tra cui oltre 100 minori, che da giovedì scorso vivono per metà in strada e per metà in sistemazioni di fortuna dopo che il palazzo di dieci piani è stato posto sotto sequestro dall'autorità giudiziaria, prima per l'incendio e poi per l'occupazione abusiva che durava da tredici anni.
La tendopoli allestita lungo via Santa Croce in Gerusalemme è diventata il simbolo di una resistenza che si scontra quotidianamente con l'afa e con l'assenza di servizi igienico-sanitari adeguati: "La situazione del presidio è una condizione critica, abbiamo condizioni di salute che stanno degenerando molto in fretta, il calore sta provocando diverse condizioni gravi che stanno portando anche le persone ad essere ricoverate in ospedale", hanno denunciato i rappresentanti della comunità, sottolineando anche il logoramento psicologico dovuto ai lunghi giorni passati all'addiaccio
Il tavolo tecnico e la proposta del Comune per l'acquisto
Mentre la protesta si intensifica, prosegue il braccio di ferro istituzionale per trovare una soluzione alla vicenda. Lo scorso 3 agosto, in Prefettura, si è tenuta una riunione alla presenza del prefetto Lamberto Giannini, del sindaco Roberto Gualtieri, del vicario della Diocesi di Roma monsignor Baldo Reina e dei rappresentanti della proprietà, il fondo InvestiRE Sgr.
Nel corso dell'incontro, Roma Capitale ha presentato una proposta formale per l'acquisizione dell'immobile, basata sulla valutazione dell'Agenzia del Demanio o dell'Agenzia delle Entrate, prevedendo anche la stipula di un accordo ponte, ai sensi dell'articolo 1322 del Codice civile, che consentirebbe al Comune di ottenere immediatamente la disponibilità del palazzo per permettere il rientro delle famiglie e delle persone più fragili.
La proprietà si è riservata di esaminare la proposta, e il tavolo verrà riconvocato dopo un sopralluogo tecnico all'interno dell'edificio, che dovrà essere autorizzato dall'autorità giudiziaria per verificare le condizioni strutturali e l'effettiva entità dei danni causati dal rogo.
Le reazioni politiche e il sostegno del mondo della cultura
La vicenda di Spin Time, che da anni rappresenta un laboratorio di convivenza e inclusione sociale nel cuore di Roma, ha mobilitato un ampio fronte di sostegno che attraversa il mondo della cultura, dell'associazionismo e della politica. Lo scrittore Nicola Lagioia, che abita nelle vicinanze, ha dichiarato: "Spin Time è un esempio assolutamente pacifico di convivenza, anche interreligiosa, e solidarietà, integrazione sociale, servizi e opportunità offerti non solo a chi ci abita ma a chiunque voglia beneficiarne".
All'appello per salvare l'esperienza hanno aderito registi come Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio e Matteo Garrone, attori come Carlo Verdone e Riccardo Scamarcio, oltre a scrittori come Roberto Saviano. Sul fronte politico, tuttavia, non mancano le voci critiche: Fratelli d'Italia ha diffidato il sindaco Gualtieri dalla vendita, mentre la Lega ha parlato di una scelta inaccettabile, sostenendo che non si possono comprare alloggi per occupanti abusivi mentre chi è in regolare graduatoria aspetta da anni un alloggio popolare.
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