Missili e droni sui villaggi, Pokrovsk appesa a un filo
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Redazione Esteri
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Con il crepuscolo che trascina via il fumo degli incendi e il rimbombo degli allarmi, il fronte orientale e meridionale dell'Ucraina ridisegnano, ancora una volta, i loro contorni in un quadro strategico che appare sempre più compromesso per le forze di Kiev. Mentre queste ultime si ritrovano a fare l'inventario dei danni dopo l'ennesimo raid russo con droni sul porto di Odessa e sulle infrastrutture energetiche della regione, Mosca consolida, con metodo implacabile, un altro passo della sua avanzata, approfittando della concentrazione di truppe ucraine altrove. La situazione, che si dipana in un susseguirsi di colpi sferrati su linee multiple, smentisce le valutazioni di quegli analisti militari, sia ucraini che occidentali, i quali ritenevano lo sforzo bellico russo necessariamente focalizzato su un unico, massiccio assalto.
La pressione strategica nel sud-est
Una brusca accelerazione dell’avanzata russa si è registrata nelle regioni di Zaporizhzhia e Dnipropetrovsk, dove le truppe hanno ottenuto nuovi e significativi progressi. Secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa russo, Mosca ha preso il controllo di due piccoli centri nella regione di Zaporizhzhia, una mossa che, sebbene apparentemente limitata, apre la strada a un possibile accerchiamento di Orikhiv e Huliaipole. Queste località, che rappresentano un punto di equilibrio per la sicurezza dell’intera area, incluso il capoluogo regionale, si trovano ora sotto una minaccia concreta e crescente, mentre le forze ucrane faticano a contenere un'offensiva che procede su più direttrici contemporaneamente.
L'imbuto di Pokrovsk e il rischio accerchiamento
A nord, intanto, prosegue quella che è stata definita l'agonia degli ucraini nell'imbuto di Pokrovsk, un settore del fronte di Donetsk dove la pressione russa è costante e logorante. La città, un nodo di comunicazione vitale, è appesa a un filo, con le sue difese che vengono messe a dura prova da un avversario che sembra aver ritrovato slancio e iniziativa. L’avanzata nemica in questo settore, unita ai successi a sud, rischia di creare una tenaglia dalla quale sarebbe estremamente complesso sottrarsi, configurando uno scenario che le autorità di Kiev non esitano a definire di potenziale catastrofe, un termine che riflette la gravità di un momento operativo tra i più difficili dall'inizio del conflitto.
Le conseguenze degli attacchi alle infrastrutture
Gli attacchi sistematici contro le infrastrutture energetiche e i porti, come quello di Odessa colpito ieri, non sono che l'altra faccia della stessa medaglia, una campagna volta a indebolire la resilienza del paese e a logorarne la capacità di resistenza a lungo termine. Questi raid, condotti con droni e missili, lasciano dietro di sé non solo danni materiali immediati, ma anche un'ombra lunga di incertezza sulla possibilità di ripristinare una normalità, seppur precaria, per la popolazione civile, la quale si trova stretta tra la paura dei bombardamenti e le conseguenze di un'offensiva di terra che modifica, giorno dopo giorno, la geografia del conflitto.




