Il ritorno di Megan Gale in tv e quella nostalgia a caro prezzo per fastweb
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Cambiare operatore telefonico, ci ricorda l’articolato della legge, è un diritto esercitabile in poche ore, magari con un semplice messaggio o una raccomandata. Dimenticare Megan Gale, a quanto pare, è impresa assai più complessa, soprattutto per chi quella voce – o meglio, quel volto – l’aveva trasformata in un simbolo generazionale. Il dato, ormai evidente a chiunque frequenti il dibattito sulla comunicazione nostrana, è che l’industria pubblicitaria stia facendo leva su quella che i critici di mestiere chiamano ‘operazione nostalgia’; un’operazione mirata, manco a dirlo, a colpire dritta al cuore (e al portafogli) di noi millennials, oggi trentenni e quarantenni cresciuti a pane, spot e suonerie polifoniche.
Lo spot, la legge e quella famosa ‘ultima telefonata’
Prova ne sia il ritorno in grande stile di Megan Gale sugli schermi televisivi a maggio 2026, avvenuto grazie a iliad, operatore che ha scelto di riattivare la memoria visiva di un’epoca ormai lontana due decenni. La modella australiana, oggi cinquantenne, riappare in un abito rosso fuoco e con un sorriso che la televisione italiana non rivedeva da tempo immemorabile; la frase che pronuncia – “Ho deciso di cambiare” – è la stessa, identica nella cadenza e nella naturalezza, che la rese celebre agli albori degli anni Duemila. Non è sfuggito, ovviamente, a chi segue il mercato delle tlc, che questa mossa abbia già scatenato polemiche e dibattiti nel settore: fastweb, infatti, è l’erede diretta di quella Omnitel Vodafone per cui Gale lavorò all’epoca, e vederla ora vestire i panni di un competitor non è piaciuto per niente all’ex casa. Qualcuno, all’interno della società, avrebbe parlato apertamente di “concorrenza sleale affettiva”, se così si può definire.
La genesi di un testimonial e il lavoro dietro le quinte
A raccontare i retroscena di quella scelta visionaria è chi c’era, all’epoca, in prima linea. Gianfranco, all’epoca direttore della comunicazione lì – forte dell’esperienza maturata con lo storico testimonial di ‘Hurrà Saiwa’, quello ricco di simpatia e memorabilità creato in McCann – decise di avviare l’operazione. Insieme al produttore romano Fabrizio Capucci, pensarono, cercarono e infine scelsero Megan Gale, dopo un casting svolto direttamente in Australia. La prima direzione creativa, quella dello spot ‘Frontiera’ in cui dei poliziotti chiedevano i documenti a una super avvenente Megan, fu firmata da Miguel Angel Torralba. Un lavoro certosino, quello dietro la costruzione del testimonial/marca, che portò la modella ai vertici della notorietà pubblicitaria italiana. Oggi, grazie a iliad, quella macchina del tempo si riaccende, mentre fastweb deve guardare la sua ex reginetta dagli spot altrui.
Massimo Lopez, la Legione e il senso di un’epoca
Non solo Megan Gale, però, a alimentare questa corrente nostalgica. Grazie a Tim, ad esempio, abbiamo scoperto che Massimo Lopez sta ancora usufruendo – bontà sua e del suo amico Mario dall’altra parte della cornetta – della famosa ‘ultima telefonata’ dalla Legione Straniera. Un tormentone lungo decenni, che dimostra come la leva emotiva legata al passato sia più efficace di qualsiasi offerta tariffaria. Intanto nelle sale è uscito ‘Il Diavolo veste Prada 2’, pellicola che, suo malgrado, ci ha fatto capire quanto siamo invecchiati: i volti, le mode e persino le inquadrature rimandano a un mondo che non esiste più. Eppure, è proprio lì che gli operatori vanno a pescare. Il meccanismo è semplice: si riporta in vita un’icona, la si riassembla per un pubblico adulto che cerca rassicurazione, e si scatena – quasi senza volerlo – la reazione degli ex competitor. Megan Gale, oggi, conduce una vita lontana dai riflettori, ma quel ritorno in abito rosso ha già dimostrato una cosa: cambiare operatore sarà pure facile, ma scordarsi di lei, evidentemente, non lo è affatto.




