Uno sbirro in Appennino vince la sfida degli ascolti, ma il finale arretra rispetto agli standard
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La prima serata di giovedì 30 aprile ha consegnato un verdetto chiaro nella sfida tra la fiction di Rai1 e la proposta seriale di Canale 5, anche se con qualche prudenza in più rispetto al passato. A trionfare nella gara a distanza tra “Uno sbirro in Appennino” e “Forbidden Fruit” è stato il commissario Benassi, interpretato da Claudio Bisio, che ha costretto la concorrenza a inseguire con un margine che, pur netto, nasconde qualche piccola crepa. La serie ambientata sull’Appennino – alla quale l’attore milanese ha affidato l’ultima occasione per convincere il pubblico della propria tenuta in un ruolo drammatico – ha infatti raccolto 3 milioni e 25mila spettatori, raggiungendo un dignitoso ma non entusiasmante 18,9% di share. Un dato, quest’ultimo, che tradisce una lieve flessione rispetto alle rilevazioni delle settimane precedenti, quasi come se l’onda lunga dell’interesse avesse perso un po’ di quella forza propulsiva che aveva caratterizzato l’esordio della serie.
La flessione di Bisio e il passo indietro della soap turca
Se da una parte il traguardo del prime time è stato tagliato senza patemi da Rai1, dall’altra l’analisi dei numeri nel dettaglio evidenzia un arretramento per entrambi i colossi dell’etere. La fiction con protagonista l’ex volto di “Zelig” ha dovuto fare i conti con un pubblico che, pur rimasto massiccio, non ha replicato i picchi entusiastici delle prime uscite: il primo episodio della serata era comunque riuscito a toccare quota 3 milioni e 255mila spettatori (18,5% di share), salvo poi calare leggermente nel secondo episodio, dove gli spettatori sono scesi a 2 milioni e 746mila sebbene lo share sia lievitato al 19,6%. Un andamento altalenante che suggerisce una certa tenuta dell’interesse di base, ma non quel calore da “evento” che spesso accompagna i finali di stagione. Dall’altra parte della barricata, Canale 5 ha dovuto registrare un passo falso piuttosto significativo: “Forbidden Fruit” si è fermata a quota 1 milione e 910mila spettatori, racimolando un 12,9% di share che rappresenta non solo una sconfitta, ma anche un arretramento nel trend della soap turca, abituata a performance decisamente più solide in fascia pomeridiana.
Il preserale sorride a De Martino, la cronaca avanza sul fronte serale
Nel segmento che precede la guerra delle reti ammiraglie, cioè nell’access prime time, il duello si è fatto tradizionalmente serrato tra i due giganti del lotto preserale. Qui Stefano De Martino – che conduce “Affari Tuoi” sulle frequenze del primo canale – ha avuto la meglio su Gerry Scotti e la sua “Ruota della Fortuna”, superando il rivale con un margine non eclatante ma sufficiente a mantenere il primato: poco più di un punto percentuale ha separato i due contendenti, sancendo una sostanziale continuità con la leadership consolidata nelle scorse settimane. Più indietro, ma con segnali di crescita confortanti per le rispettive reti, si sono piazzati i contenitori di approfondimento e di intrattenimento culturale. Su Rai2, “Ore 14 sera” con Milo Infante è riuscito a ritagliarsi uno spazio significativo raggiungendo l’8,1% di share (con 1 milione e 103mila spettatori), mentre su Rai3 “Splendida Cornice” con Geppi Cucciari si è attestato su un 6,6% e quasi 988mila spettatori, numeri che, nel contesto della terza rete, rappresentano una postazione di tutto rispetto.
L’analisi del dato grezzo: un 18,9% che vale la vittoria ma non l’entusiasmo
Analizzando con l’occhio critico del cronista che conosce i meccanismi dell’Auditel, il punteggio ottenuto dalla coppia Bisio-Celotto – quest’ultima interprete del soldato semplice Amaranta – racconta una verità a metà. Da un lato, superare la concorrenza di Mediaset con un vantaggio di sei punti percentuali pieni non è mai un risultato banale, soprattutto in una serata dove l’offerta è così differenziata. Dall’altro, quel 18,9% finale stride un po’ con le aspettative riposte in un prodotto che aveva convinto la critica e che si presentava al pubblico con la patente di “fenomeno” dell’autunno. Questa lieve involuzione mette in luce una resistenza della piattaforma ammiraglia, ma anche un limite nella capacità di tenuta delle storie seriali quando si avvicinano alla conclusione. Forse non si era mai davanti a un crollo, ma la sensazione che aleggia sui dati è quella di un’occasione sprecata per firmare un finale da record. Per “Forbidden Fruit”, invece, il dato è ancora più eloquente: il tentativo di importare la serialità lunga turca in prima serata fatica a decollare, lasciando sul campo un pubblico numericamente limitato e lontano parente di quello che segue gli stessi prodotti nelle ore pomeridiane, quasi a dimostrare che la fascia protetta delle 21.30 ha regole e fedeltà difficili da scalfire con le sole armi dell’esotismo narrativo.




