Pecoraro Scanio: "La riforma della legge sulla caccia è incostituzionale"
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Redazione Interno
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Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente nei governi Amato II e Prodi II, non usa mezzi termini: la riforma della legge sulla caccia, attualmente al centro del dibattito politico, sarebbe «chiaramente incostituzionale». Intervenuto in un’intervista rilasciata ad Antonio Cianciullo per Ultima Bozza, l’ex leader dei Verdi – oggi presidente della fondazione Univerde – sostiene che, se il testo confermerà le anticipazioni, un ricorso alla Corte Costituzionale potrebbe bloccare il provvedimento.
La proposta, su cui sta lavorando il ministero dell’Agricoltura guidato da Francesco Lollobrigida, è emersa con un articolo de Il Fatto Quotidiano lo scorso 17 maggio. Tra le novità più discusse, l’estensione delle aree venatorie, la possibilità di sparare di notte e un allentamento dei controlli sul bracconaggio. Misure che, secondo i critici, stravolgerebbero la legge 157 del 1992, considerata finora un punto di equilibrio tra tutela della fauna e regolamentazione dell’attività venatoria.
A difendere la normativa vigente è sceso in campo anche il Partito Democratico, con i capigruppo delle commissioni Ambiente e Agricoltura alla Camera, Marco Simiani e Antonella Forattini, che l’hanno definita «una conquista fondamentale». Per il PD, modificarla significherebbe smantellare un sistema che, pur con i suoi limiti, ha garantito per oltre trent’anni un compromesso accettabile tra esigenze diverse.




