Caso Fakir, il rapper Bubu Doc: "Uno di quei poliziotti ha maltrattato anche me, l'ho denunciato.
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"Sono sicuro al mille per mille che era lui, mi stava sopra e l'ho visto bene in faccia. Il più sbruffone, è lo stesso poliziotto che domenica teneva le mani sulla testa di Abderrahim Fakir". A due giorni dalla morte del 42enne durante l'arresto nel quartiere Pilastro di Bologna, si aggiunge una testimonianza ai tasselli di una vicenda ancora tutta da chiarire. Il rapper Enrico Abumhere, nome d'arte Bubu Doc, ha pubblicato sui social un video dove si vede vedono tre agenti di polizia che lo immobilizzano su una strada di Bologna, via Mazzini. (Il Fatto Quotidiano)
La notizia riportata su altri giornali
Lepore è un "sindaco vergognoso e dovrebbe andarsene". Lo ha detto Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura, che attacca il primo cittadino di Bologna dopo gli scontri alla manifestazione indetta dal sindaco dopo la morte di Abderrhaim Fakir. (Il Sole 24 ORE)
Almeno un’auto del Comune è stata date alle fiamme, costringendo i vigili del fuoco a intervenire. Bologna si è svegliata ferita. (Giornale di Sicilia)
Dopo il presidio di ieri a Bologna promosso dal sindaco Lepore e poi sfociato in scontri tra antagonisti e polizia in serata, nuova manifestazione oggi a Milano per Fakir Abderrahim, morto domenica durante un fermo di polizia (la Repubblica)

In un’intervista al “Corriere della Sera”, il ministro della Giustizia definisce il dialogo con il capo dello Stato «sereno e squisitamente tecnico». Nessuno scontro sulla titolarità del potere di grazia, che appartiene esclusivamente al presidente della Repubblica, ma un confronto giuridico sul soggetto legittimato ad avviare d’ufficio l’istruttoria. (Il Dubbio)
A dirlo, parlando con i cronisti, è l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due poliziotti il cui intervento domenica al Pilastro si è concluso con la morte del 42enne Abderrahim Fakir. (Corriere di Bologna)
La decisione di convocare una manifestazione a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir? “Noi l’abbiamo giudicata subito una scelta irresponsabile, non solo per le conseguenze che erano immaginabili, purtroppo è accaduto quello che ci si aspettava, devastazioni e feriti”, ma soprattutto perché si trattava di “una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’apparato della pubblica sicurezza e della Magistratura che ha il dovere e il compito di indagare in questa situazione“. (sap-nazionale.org)




