Le borse europee riprendono quota nonostante i timori sui dazi, Milano spinta dalle banche
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Redazione Economia
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Mentre l’incertezza sui dazi commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea continua a pesare come un’ombra sui mercati, le borse del Vecchio Continente hanno trovato il modo di chiudere in positivo, dimostrando una resilienza che pochi si aspettavano. Trump, che ha ribadito più volte la volontà di proteggere l’industria americana, ha però concesso una proroga fino al primo agosto, allungando i tempi per un negoziato che, almeno per ora, sembra aver calmato gli animi degli investitori.
A Milano, dove il Ftse Mib ha segnato un +0,67% superando la soglia psicologica dei 40mila punti, sono state soprattutto le banche a trainare gli indici. Banco Bpm, in particolare, ha toccato un nuovo massimo storico, chiudendo con un balzo del 3,6% a 10,49 euro, mentre Unicredit ha guadagnato quasi il 2%, attestandosi a 58,44 euro. Un segnale che il cosiddetto risiko bancario – con le sue oscillazioni spesso legate alle politiche monetarie e alle tensioni geopolitiche – sta vivendo una fase di rinnovato ottimismo.
Oltreconfine, le altre piazze finanziarie hanno seguito un trend simile: Parigi ha avanzato dello 0,56%, Francoforte dello 0,55% e Londra dello 0,54%, mentre lo Stoxx Europe 600, paniere dei principali titoli del continente, è salito complessivamente dello 0,4%. Sebbene i colloqui tra Washington e Tokyo abbiano contribuito a stemperare le tensioni, resta da vedere se l’Ue riuscirà a evitare l’inasprimento delle tariffe doganali, una minaccia che, se realizzata, potrebbe riaccendere la volatilità.
Tra i titoli più performanti della giornata spiccano anche Stellantis, che ha beneficiato delle attese sui nuovi modelli elettrici, e Saipem, in ripresa dopo le recenti flessioni. Nonostante lo scetticismo di alcuni analisti, che temono un possibile ritorno di fiamma delle tensioni commerciali, i mercati sembrano per ora preferire concentrarsi sui dati concreti: la deadline slittata, le trattative in corso e la speranza che, come già accaduto in passato, si trovi un compromesso all’ultimo minuto.




