Luca Argentero, da eroe positivo a rockstar della giustizia: “finalmente un personaggio scomodo”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ha appeso il camice al chiodo, Luca Argentero, e lo ha fatto per indossare una toga ben più ambigua e affascinante di quella che ci si aspetterebbe da un medico di provincia. Il suo nuovo volto è quello di Lorenzo Ligas, protagonista del primo legal drama Sky Original, Avvocato Ligas, in arrivo il 6 marzo su Sky e in streaming su NOW. E la prima cosa che colpisce, ascoltando le parole dell’attore durante la presentazione alla stampa, è proprio la distanza siderale che separa questo personaggio dai ruoli patinati e rassicuranti interpretati in passato. “Dopo tanti anni passati a fare la figurina perfetta e senza paura”, ha spiegato Argentero con un sorriso divertito, “il personaggio positivo a tutti i costi, è divertente confrontarsi con cose più scomode da dire, con i difetti e non con i pregi, con le debolezze invece che con i punti di forza. Insomma, ho cambiato camice”. Una svolta netta, dunque, per un attore che sembra aver voglia di giocare con le zone d’ombra.
Lorenzo Ligas, questo il nome del legale, è stato definito senza mezzi termini una “rockstar del Palazzo di Giustizia di Milano”, un’etichetta che gli calza a pennello se si considera la sua natura eccentrica e autodistruttiva. Non è l’avvocato compassionevole e idealista che ci si aspetterebbe, bensì un uomo cinico, spregiudicato e geniale, capace di muoversi sul filo del regolamento pur di strappare una assoluzione. Argentero, nella sua riflessione sul ruolo, ha sottolineato come la sceneggiatura fosse talmente ben delineata da rendere il percorso interpretativo quasi obbligato, una discesa naturale nelle pieghe di un carattere complesso. Ma la scelta di Milano come scenario non è casuale: per l’attore, quel che la serie vuole mettere in scena, quel misto di ambizione e degrado morale, non poteva avere una “piazza diversa” dal capoluogo lombardo.
Un antieroe tra i corridoi del tribunale e le macerie della vita
La serie, tratta dal romanzo Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris (in libreria dal 3 marzo con Corbaccio), si sviluppa in sei episodi diretti da Fabio Paladini. La trama segue le vicende di Ligas, penalista brillante ma in caduta libera, che viene licenziato dal prestigioso studio dove lavora per aver oltrepassato il confine tra dovere e piacere, finendo a letto con la moglie del suo dominus. Insieme a Marta Carati, una giovane praticante interpretata da Marina Occhionero, il legale si rimbocca le maniche e accetta i casi più disperati, quelli che nessuno vuole difendere perché già condannati dal pregiudizio mediatico. È in queste aule di giustizia, tra clienti scomodi e un sistema che spesso preferisce la fretta alla verità, che Ligas cerca di riscattarsi, pur dovendo fare i conti con un matrimonio fallito e una figlia che ama più di ogni altra cosa.
Nel cast spiccano poi nomi come Barbara Chichiarelli, nei panni del pubblico ministero Annamaria Pastori, rivale in aula ma anche specchio delle contraddizioni del protagonista, e Gaia Messerklinger, che veste i panni dell’ex moglie Patrizia. A impreziosire il progetto, un ritorno affettivo: sul set con Argentero c’è anche la moglie Cristina Marino, un’occasione per ritrovarsi dopo il colpo di fulmine scoccato anni fa proprio durante le riprese di un film. L’attore, parlando della compagna, ha confessato con ironia di essere felice che lei stia tornando al lavoro, anche se, con due figli piccoli, ammette di desiderare di potersi permettere di stare a casa lui al posto suo, un rovesciamento dei ruoli che la dice lunga sulla modernità della coppia.
Un legal drama che parla di perdenti e della loro umanità
La produzione, firmata Sky Studios e Fabula Pictures, punta a ritrarre una Milano inedita, lontana dai soliti cliché patinati e più vicina a una realtà fatta di contraddizioni e umanità. Non ci si troverà di fronte a un eroe senza macchia, ma a un uomo che, come tanti, cerca di restare a galla tra i propri demoni. La forza della serie, come sottolineato dagli sceneggiatori, sta proprio nel raccontare i “perdenti”, coloro che nella vita hanno nascosto le crepe sotto una pezza colorata e ora devono fare i conti con ciò che non ha funzionato. E in questo percorso, il rapporto con la praticante Marta diventa centrale: lei, neolaureata determinata ma fragile, cerca in Ligas un punto di riferimento, mentre lui trova in lei uno sguardo nuovo sul lavoro e su sé stesso.
Con Avvocato Ligas, Sky lancia il suo primo legal drama italiano, un genere complesso e stratificato che fino a oggi aveva pochi riferimenti nel panorama nazionale. Argentero, dal canto suo, ha ammesso di non essersi ispirato a persone reali, ma di aver avuto in mente la cifra stilistica di Better Call Saul, la storia di un avvocato disastroso che perde tutto e cerca di ricostruirsi pezzo per pezzo. Un paragone ambizioso, che lascia presagire un racconto corrosivo e senza sconti, dove il confine tra giusto e sbagliato si fa labile e dove i difetti, finalmente, diventano materia viva di narrazione. La serie debutterà con i primi due episodi il 6 marzo, per poi proseguire con cadenza settimanale fino al 3 aprile.




