Ocean Viking, equipaggio in quarantena dopo gli spari libici: la denuncia dell'ong

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'equipaggio della Ocean Viking, la nave di Sos Méditerranée protagonista pochi giorni fa di un grave episodio di fuoco ostile in acque internazionali, si trova da quattro giorni in isolamento coatto davanti al porto di Augusta. A bloccare i volontari a bordo – che hanno già fatto sbarcare gli 87 migranti tratti in salvo durante l'ultima missione – è scattato un allarme tubercolosi, attivato dopo che uno dei naufraghi recuperati è risultato positivo ai test. Una misura, quella dell'isolamento, definita dall'organizzazione non governativa «ingiustificata e antiscientifica», la quale contesta fermamente la decisione delle autorità sanitarie locali di confinare il personale, considerato che le procedure di biosicurezza per casi del genere sono state rigorosamente seguite.

L'episodio, che ha dell'incredibile, giunge a pochi giorni di distanza dal gravissimo attacco subito dalla nave. Come riferito dall'equipaggio e confermato dai rilievi della polizia scientifica, una motovedetta libica ha infatti aperto il fuoco con raffiche di mitra contro l'imbarcazione umanitaria, che si trovava a circa quaranta miglia dalla costa, colpendone lo scafo e gli oblò in un assalto durato circa venti minuti. Fortunatamente, le raffiche, esplose ad altezza d'uomo, non hanno causato vittime o feriti, sebbene abbiano messo in pericolo la vita di tutte le persone presenti a bordo.

Sulla dinamica dell'aggressione armata – un evento definito «inaudito» dal procuratore di Siracusa – la procura locale ha avviato un'inchiesta, coordinata dalla procuratrice Sabrina Gambino. Gli accertamenti, partiti con le perizie balistiche sui proiettili rinvenuti, procederanno ora con la raccolta delle testimonianze dei membri dell'equipaggio, chiamati a ricostruire nel dettaglio un episodio che ha riacceso i riflettori sulle difficoltà operative delle ong nel Mediterraneo centrale.

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