Ocean Viking, equipaggio in quarantena dopo gli spari libici
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Redazione Interno
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L'equipaggio della nave umanitaria Ocean Viking, gestita da Sos Méditerranée, si trova da giorni in uno stato di isolamento forzato nel porto di Augusta, in Sicilia. La misura, definita «ingiustificata» e «antiscientifica» dall'organizzazione, è scattata in seguito alla positività ai test per la tubercolosi riscontrata in uno dei migranti soccorsi in mare. Una procedura che ha di fatto bloccato a bordo i volontari, i quali, prima di questo stop, avevano fatto sbarcare ottantasette persone.
L'episodio sanitario giunge a pochi giorni dal gravissimo incidente di domenica 24 agosto, durante il quale la cosiddetta Guardia Costiera libica ha aperto il fuoco con raffiche di mitra sulla nave. L'attacco, durato venti minuti e miracolosamente non conclusosi con vittime o feriti, ha costretto l'equipaggio a rifugiarsi nella «cittadella», un'area protetta della nave designata per gli assalti. Il comandante e il capo missione, Angelo Selim, hanno lanciato due mayday concitati, dichiarando l'aggressione in corso: nessuno, secondo quanto riferito, ha risposto ai loro appelli di soccorso.
L'organizzazione italiana Mediterranea Saving Humans, che collabora con Sos Méditerranée, ha presentato un esposto dettagliato sugli abusi commessi dalla Guardia Costiera libica. «In mare siamo testimoni scomodi», si legge nella denuncia, «perché vediamo quello che accade e come si comportano i militari, che non esitano a sparare sui migranti o sulle navi umanitarie». Per questo, l'ong rinnova l'appello affinché l'Italia interrompa ogni forma di collaborazione con quelle che definisce senza mezzi termini «aguzzini e torturatori».




