I mercati del Golfo in rialzo dopo la decisione Opec e l’attesa sulla scadenza dei dazi Usa
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Redazione Economia
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La maggior parte dei mercati azionari del Golfo ha registrato una chiusura positiva domenica, sostenuta dalle mosse dell’Opec+ che ha deciso di incrementare la produzione petrolifera a partire da agosto, mentre gli investitori valutano l’impatto della scadenza, prevista per mercoledì, della sospensione dei dazi statunitensi sulle importazioni. L’accordo raggiunto dall’organizzazione, che include Arabia Saudita, Russia e altri sei paesi, prevede un aumento di 550mila barili al giorno, superando le attese degli analisti, i quali avevano ipotizzato un rialzo analogo a quelli degli ultimi mesi, fissati a 411mila barili.
La decisione, presa nonostante il timore di un eccesso di offerta che potrebbe deprimere i prezzi del greggio, riflette la volontà di sfruttare la domanda estiva nell’emisfero settentrionale e di recuperare quote di mercato perse a favore dei produttori statunitensi di shale oil. Se da un lato l’aumento della produzione potrebbe alleviare le pressioni inflazionistiche legate al costo dell’energia, dall’altro solleva interrogativi sulla capacità del mercato di assorbire un surplus, soprattutto in un contesto geopolitico ancora instabile.
Le tensioni in Medio Oriente, in particolare tra Israele e Iran, continuano a rappresentare un fattore di rischio per eventuali interruzioni dell’offerta, sebbene – come sottolinea Guillaume Tresca, strategista di Generali Investments – solo crisi che coinvolgono i grandi produttori abbiano storicamente influito in modo duraturo sui prezzi. Intanto, l’attenzione dei mercati si sposta verso Washington, dove l’amministrazione Trump dovrà pronunciarsi sulla proroga o meno delle tariffe punitive, la cui sospensione temporanea scade proprio questa settimana.




