Il mercato della birra in Italia, tra flessioni e nuovi protagonisti
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Redazione Economia
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Il 2024 si è chiuso per il settore brassicolo italiano con i segni, ormai evidenti, di una fase di assestamento che ha dovuto fronteggiare un carovita persistente, il quale ha inevitabilmente influenzato le scelte dei consumatori. Se da un lato, infatti, il calo dei consumi e della produzione nazionale si è mostrato meno pronunciato rispetto all’anno precedente, dall’altro le dinamiche commerciali con l’estero hanno registrato una contrazione più netta, sia per le importazioni che per le esportazioni. Un paradosso solo apparente, quello che ha visto crescere la quota di birra prodotta e venduta entro i confini nazionali, mentre si riduceva il flusso di bottiglie e fusti da e verso altri paesi; un quadro complessivo che ha confermato, in sostanza, un mercato in consolidamento dopo le forti oscillazioni dei due anni precedenti.
Un panorama competitivo solido e strutturato
A dominare la scena, come noto, restano le grandi multinazionali – Heineken Italia, Birra Peroni (del gruppo Asahi), AB InBev Italia, Carlsberg Italia e Ceres Royal Unibrew – le quali, affiancate da storici produttori nazionali quali Birra Castello, Forst e Menabrea, gestiscono una rete di circa venti stabilimenti produttivi sparsi tra il Nord e il Sud della penisola. A queste realtà industriali si affianca, da tempo, un tessuto vivace di aziende di dimensioni più contenute e di birrifici artigianali, che contribuiscono a diversificare un’offerta sempre più capillare e attenta alle esigenze di un bevitore ormai esperto. La competizione, pertanto, si gioca su piani differenti: da quello della grande distribuzione a quello della nicchia di qualità.
I riconoscimenti che premiano la qualità artigianale
Proprio sul versante della qualità eccellente si sono concentrati i riflettori alla fine dell’anno, con la pubblicazione dei risultati del Best Italian Beer 2025, il premio nazionale organizzato da FederBirra – Federazione Italiana Birra Artigianale. L’iniziativa, che ha l’obiettivo di selezionare le migliori produzioni italiane suddividendole per stile, ha visto trionfare le creazioni del birrificio artigianale Lupus in Luna di Luni. I suoi prodotti si sono aggiudicati un bottino di riconoscimenti di tutto rispetto: cinque Luppoli d’Oro, uno d’Argento e, soprattutto, il terzo posto assoluto nella classifica generale delle migliori birre del 2025. Un risultato che, al di là del podio, sottolinea la vitalità e la capacità innovativa di un segmento in continua evoluzione.
Le scelte della critica specializzata per chiudere l’anno
A suggellare un anno di assaggi e valutazioni, la redazione di Cronache di Birra ha poi stilato – come ormai consuetudine – la propria lista personale delle migliori cinque birre bevute nel corso del 2025. Si tratta di una selezione in ordine sparso, basata sulle preferenze dei collaboratori della testata, che ha voluto però mettere in cima alla classifica la bevuta ritenuta più evocativa in assoluto. Una chiusura simbolica, quella delle pubblicazioni, che lascia il settore in attesa dei nuovi aggiornamenti a partire dal 2026, in un momento – tra l’altro – in cui gli scenari internazionali, con la nuova presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti, potranno avere ripercussioni anche su mercati lontani come quello brassicolo.




