Superbonus auto da 11.000 euro, ma è scontro sull’esclusione dei piccoli centri
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Redazione Economia
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Per milioni di automobilisti italiani, alle prese con l’obsolescenza del proprio mezzo e l’aumento generalizzato dei listini, l’annuncio di un contributo statale fino a 11.000 euro per l’acquisto di un’auto nuova, elettrica o a basse emissioni, rappresenta un’opportunità concreta. Una misura, questa, che si inserisce in un quadro normativo sempre più stringente, dettato dalle politiche ambientali europee e dalla necessità di migliorare la qualità dell’aria nelle città, alcune delle quali si apprestano a introdurre nuove limitazioni al traffico già dal prossimo autunno. Il governo, attingendo alle risorse del Pnrr, ha infatti approvato un pacchetto di incentivi dal valore complessivo di 600 milioni di euro, finalizzato principalmente alla rottamazione dei veicoli più inquinanti, fino alla classe Euro 5.
Tuttavia, il meccanismo degli incentivi – che prevede importi variabili in base al reddito del richiedente e alla tipologia di veicolo scelto – non sarà accessibile a tutti in maniera uniforme. La norma, che entrerà in vigore a metà ottobre, riserva infatti il beneficio ai soli residenti in comuni con una popolazione superiore ai 50mila abitanti, includendo anche le loro aree metropolitane e le zone a forte pendolarismo. Una scelta, questa, che ha immediatamente sollevato non poche perplessità, lasciando presupporre una distribuzione geograficamente disomogenea dei fondi.
Proprio su questo punto si è concentrata la protesta di associazioni come l’Uncem, che rappresenta i comuni montani, la quale ha denunciato come una simile impostazione rischi di escludere deliberatamente una parte significativa del Paese, in particolare chi vive nelle realtà provinciali e nelle zone rurali. È il caso, per fare un esempio concreto, di molti abitanti del Pinerolese o del Monregalese, territori dove l’automobile è spesso un’esigenza irrinunciabile per gli spostamenti quotidiani, che si troverebbero di fatto impossibilitati a usufruire del bonus nonostante la loro volontà di adeguarsi alla transizione ecologica.




