Unicredit rinuncia alla sospensiva sul golden power, il Tar deciderà il 9 luglio
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Redazione Economia
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Dopo un periodo di tensione tra UniCredit e il governo italiano, segnato da reciproche diffidenze e ricorsi giudiziari, si è aperto uno spiraglio di dialogo. La banca, che aveva presentato un ricorso al Tar del Lazio contro le prescrizioni imposte dall’esecutivo nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm, ha deciso di rinunciare alla richiesta di sospensiva. Una mossa che, seppure non risolutiva, potrebbe indicare una volontà di distensione, soprattutto dopo i chiarimenti arrivati dal ministero dell’Economia lo scorso 30 maggio.
Quella comunicazione, inviata dal Mef, ha infatti precisato i termini del monitoraggio previsto dal decreto golden power, attenuando almeno in parte le preoccupazioni dell’istituto guidato da Andrea Orcel. Di conseguenza, durante l’udienza in camera di consiglio di oggi, UniCredit ha ritirato l’istanza cautelare, accelerando così i tempi per una decisione sul merito della questione. Il Tar ha fissato la prossima udienza al 9 luglio, data in cui si deciderà se le prescrizioni governative siano legittime o meno.
La vicenda risale all’esercizio del golden power da parte del governo, che aveva imposto una serie di condizioni per tutelare gli interessi nazionali durante l’operazione su Banco Bpm. UniCredit, pur non contestando il principio dello strumento, ne aveva criticato l’applicazione, ritenendola eccessivamente intrusiva. Ora, con la rinuncia alla sospensiva, la banca punta a una soluzione più rapida, evitando un’attesa che avrebbe potuto prolungare ulteriormente l’incertezza.
Intanto, mentre a Roma si discute di golden power, i mercati finanziari reagiscono a segnali contrastanti. A Piazza Affari, Stm vola grazie alle voci di un possibile riassetto societario, mentre in Francia Airbus potrebbe chiudere un maxi-ordine da parte della Cina per 500 aerei. Sul fronte normativo, invece, prosegue la battaglia contro i siti pronografici che rifiutano di adeguarsi alle nuove regole sulla verifica dell’età, con il blocco di diverse piattaforme già scattato in queste ore.




