Donna salvata dopo 91 ore tra le macerie in Myanmar, mentre il bilancio del terremoto supera i 2.700 morti
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Redazione Esteri
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Una donna di 63 anni è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a Naypyidaw, capitale del Myanmar, dopo 91 ore di attesa, in un salvataggio definito "miracoloso" dai vigili del fuoco locali. Il terremoto di magnitudo 7.7, che ha colpito il Paese il 28 marzo con epicentro nella regione di Mandalay, ha provocato danni estesi, lasciando interi quartieri in macerie e migliaia di persone senza riparo.
Nonostante il passare del tempo, che riduce drasticamente le possibilità di trovare sopravvissuti dopo le prime 72 ore, i soccorritori continuano a lavorare senza sosta, scavando tra le rovine nella speranza di individuare altri superstiti. Intanto, il numero delle vittime accertate ha raggiunto quota 2.719, secondo quanto dichiarato dal leader militare Min Aung Hlaing, che ha aggiunto come il bilanzo sia destinato a superare i 3.000 morti, con 4.521 feriti e 441 dispersi.
Mentre il Paese osserva un minuto di silenzio in memoria delle vittime, migliaia di persone, ancora terrorizzate dalle scosse di assestamento, trascorrono le notti all’aperto, privi di un rifugio sicuro. Le infrastrutture, già fragili in molte aree, sono state ulteriormente compromesse, rendendo ancor più difficili i soccorsi e la distribuzione degli aiuti.




