Raid israeliano su Douris, soccorritori scavano tra le macerie
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Redazione Esteri
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Nel cuore della notte, un raid israeliano ha colpito un centro della protezione civile nella città di Douris, situata nei pressi di Baalbek, in Libano. Le squadre di soccorso, con determinazione e disperazione, stanno cercando tra le macerie i dispersi, mentre il bilancio delle vittime continua a salire. Al momento, si contano almeno tredici morti, tutti dipendenti e volontari di un'agenzia per i servizi di emergenza. La devastazione è palpabile, con edifici ridotti in polvere e vite spezzate in un istante.
A Beirut, la situazione non è meno drammatica: palazzi crollati e una città che cerca di sopravvivere tra le macerie di una guerra che sembra non avere fine. A Baalbek, la strage di paramedici ha lasciato un vuoto incolmabile nelle vite di chi ha perso i propri cari. Il ministero della Sanità libanese ha riferito che, dopo tredici mesi di conflitto, il numero delle vittime ha superato le 3.300 persone, con oltre 14.400 feriti.
In un altro attacco, una casa ad Ain Qana, nella provincia meridionale di Nabatiyeh, è stata colpita, causando la morte di cinque membri di una stessa famiglia: madre, padre e i loro tre figli. I media di Stato libanesi, pur non precisando le età delle vittime, hanno riportato la tragica notizia con un senso di impotenza e dolore. Altri tre raid nella provincia di Tiro hanno provocato sei morti e trentadue feriti, aggiungendo ulteriore sofferenza a una popolazione già martoriata.
Josep Borrell, alto rappresentante uscente per gli affari esteri dell'Unione europea, ha pubblicato un articolo sul sito dell'UE, intitolato "Non si può proseguire con il business as usual", in cui spiega la necessità di un tavolo dei ministri degli esteri per discutere l'interruzione dei rapporti diplomatici con Israele
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