Vinitaly, Marzotto contro i dazi Usa: "Follia pura, ma il focus resta sull'America"
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Redazione Interno
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A pochi giorni dall’annuncio dei nuovi dazi statunitensi sui vini europei, che hanno scatenato reazioni contrastanti tra istituzioni e operatori del settore, Gaetano Marzotto, presidente di Herita Marzotto Wine Estates, non usa mezzi termini: "Una follia pura". Parole che risuonano con forza nel padiglione di Vinitaly, dove l’azienda celebra i 90 anni di attività con un rilancio dell’identità delle sue dieci tenute. Nonostante le tensioni commerciali, Marzotto ribadisce l’importanza del mercato americano, che resta un punto di riferimento irrinunciabile per il comparto.
La posizione di Marlotto si inserisce in un dibattito già acceso, che vede da un lato la necessità di difendere gli interessi nazionali e dall’altro il rischio di un’escalation dannosa per entrambe le sponde dell’Atlantico. "L’isterismo dei mercati finanziari è più pericoloso di quello economico", ha osservato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, sottolineando come, nonostante l’ottimismo degli imprenditori a Vinitaly, le borse abbiano reagito con preoccupazione. Un quadro confermato dai dati della Bce, secondo cui l’impatto dei dazi sul Pil europeo potrebbe aggravarsi ulteriormente se si dovesse innescare una guerra commerciale.
Filiera Italia, da parte sua, insiste sulla via del dialogo: "Negoziatiare è l’unica strada percorribile", ribadiscono i rappresentanti dell’organizzazione, ricordando che il mercato statunitense, che assorbe una quota significativa delle esportazioni vinicole italiane, non è sostituibile. Una linea condivisa da Giovanni Merlino, vicepresidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, che al Vinitaly ha espresso fiducia nella qualità del prodotto italiano come arma vincente. "L’incertezza c’è, ma la nostra forza sta nella capacità di offrire eccellenza", ha affermato, sollecitando al contempo un maggiore sostegno istituzionale.




