Marzotto e Filiera Italia contro i dazi Usa: "Follia pura, ma il mercato non è sostituibile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gaetano Marzotto, presidente dell’omonima holding vitivinicola, non usa mezzi termini per definire i dazi statunitensi sul vino europeo: «Follia pura». In occasione dei 90 anni dell’azienda, che ha recentemente rilanciato la sua identità attraverso il rebranding delle dieci tenute di famiglia, Marzotto sottolinea come, nonostante le tensioni commerciali, gli Stati Uniti rimangano un mercato strategico. «Il focus resta lì», afferma, senza nascondere le preoccupazioni per un provvedimento che rischia di alterare gli equilibri di un settore già in fibrillazione.

Dello stesso avviso è Filiera Italia, che invoca una soluzione negoziale per evitare un’escalation dannosa. «Partire con i contro-dazi sarebbe un errore», avvertono dall’organizzazione, citando le stime della Bce: l’impatto iniziale sui Paesi Ue potrebbe aggirarsi intorno al -0,3% del Pil, ma le ritorsioni potrebbero triplicare il danno. «L’unica via è trattare», insistono, mentre i mercati finanziari – a differenza di quelli reali – mostrano segni di nervosismo.

Anche Giovanni Merlino, vicepresidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, interviene dal Vinitaly 2025, riconoscendo l’incertezza del momento ma puntando sulla qualità come leva vincente. «Il nostro prodotto ha un valore riconosciuto, ed è su questo che dobbiamo fare leva», dice, chiedendo al governo un sostegno più deciso. Intanto, il ministro Lollobrigida mette in guardia dall’«isterismo dei mercati», ricordando come, nonostante le turbolenze, il dialogo con gli operatori del vino proceda senza intoppi.

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