La nuova Bmw iX3 e il ritorno della i3: la doppia strategia bavarese tra elettrico e termico
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Redazione Economia
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C’è un filo rosso che lega la nuova Bmw iX3, già eletta Auto dell’Anno 2026, alla prossima Bmw i3 che verrà svelata il 18 marzo, e questo filo si chiama Neue Klasse, la piattaforma modulare che rappresenta il futuro elettrico del marchio dell’Elica. Con la iX3, un SUV dalle linee tese e pulite, Bmw ha rotto gli indugi, proponendo non solo un design innovativo – superfici solide, maniglie a filo e un coefficiente aerodinamico di 0,24, da primato della categoria – ma anche una tecnica che ridefinisce gli standard di settore. Sotto il cofano, se così si può ancora chiamare, pulsa la sesta generazione della tecnologia eDrive, con un pacco batterie da 108,7 kWh utili che, nella versione 50 xDrive forte di 469 cavalli, promette un’autonomia fino a 805 chilometri secondo il ciclo WLTP, un dato che ribalta gran parte delle convinzioni sulle limitazioni della mobilità a batteria. E non è solo questione di percorrenza: l’architettura a 800 Volt consente picchi di ricarica da 400 kW, il che si traduce in un recupero di circa 372 chilometri in dieci minuti, un tempo paragonabile a una sosta per un caffè.
Il salto tecnologico: dai super cervelli alla guida simbiotica
La vera rivoluzione, però, è nascosta nel profondo della vettura e riguarda l’elettronica e l’interazione con il conducente. La iX3 è il primo modello a montare quattro “super cervelli” centralizzati, potente unità di calcolo che gestiscono in maniera integrata propulsione, frenata, ricarica e funzioni di assistenza alla guida. Uno di questi, ribattezzato “Heart of Joy”, elabora i dati fino a dieci volte più velocemente dei sistemi tradizionali, permettendo, di fatto, che il 98% delle decelerazioni quotidiane avvenga per recupero energetico, senza nemmeno sfiorare l’impianto frenante meccanico. Questa potenza di calcolo è la base per il nuovo Bmw Symbiotic Drive, un sistema omologato in Europa secondo il regolamento ONU n. 171 che porta la guida autonoma di Livello 2+ a un livello superiore. In autostrada, fino a 130 km orari, è possibile tenere le mani lontane dal volante in modo continuativo; e per cambiare corsia, magari per effettuare un sorpasso, basta uno sguardo allo specchietto retrovisore, una conferma visiva che il sistema interpreta come un comando, rendendo l’interazione con la macchina qualcosa di mai visto prima, quasi simbiotico.
L’arrivo della i3 e la convivenza con la Serie 3 termica
Se la iX3 ha già aperto le danze, l’attenzione è ora tutta per la prossima Bmw i3, la berlina che il 18 marzo tornerà a far battere il cuore degli appassionati, sebbene in una veste completamente diversa dall’omonima citycar prodotta fino al 2022. La nuova i3, che verrà prodotta nello stabilimento di Monaco di Baviera, condividerà con la iX3 non solo la piattaforma Neue Klasse ma anche l’intero apparato digitale e tecnico, dall’architettura a 800 Volt alla potenza di ricarica da 400 kW, fino ai quattro super computer di bordo e al nuovo sistema operativo Bmw X. Sarà una vera berlina elettrica, con un design proprio, caratterizzata – come mostrano i teaser – da una calandra frontale illuminata e da linee filanti, e non una semplice variante a batteria della prossima Serie 3. E qui sta la mossa più interessante della casa tedesca: mentre la i3 nascerà sul nuovo pianale dedicato, la prossima generazione della Serie 3 termica, attesa per il 2027, continuerà a utilizzare la piattaforma CLAR evoluta, pur adottando molti dei tratti stilistici e alcune soluzioni tecnologiche della Neue Klasse. Bmw ha deciso di percorrere un doppio binario netto, separando fisicamente le architetture per non fare sconti all’efficienza, offrendo al contempo sul mercato sia il termico evoluto, con motori a quattro e sei cilindri e architetture ibride leggere, sia l’elettrico puro con la i3.
Il paradigma della sostenibilità applicata
Dietro a questa doppia strategia, però, si cela un impegno preciso sul fronte della sostenibilità, un aspetto che Bmw ha voluto rendere tangibile e misurabile. La nuova i3, così come già la iX3, riduce le emissioni di CO2 lungo la filiera produttiva di circa un terzo rispetto agli standard medi del settore, un risultato ottenuto grazie all’uso massiccio di materiali riciclati e a un approccio progettuale orientato al riciclo. Quasi il 30 per cento del peso totale della vettura è composto da materiali secondari: i cerchi in lega, ad esempio, contengono fino al 70 per cento di alluminio secondario, mentre alcuni componenti delle sospensioni, come i porta-mozzi, arrivano a toccare l’80 per cento. L’involucro del motore elettrico posteriore è realizzato per due terzi con alluminio riciclato e persino le plastiche della carrozzeria, come la fascia paraurti anteriore, vedono una percentuale di riciclato del 30 per cento, con l’obiettivo dichiarato di semplificare il disassemblaggio a fine vita. Un’economia circolare che parte dalla progettazione e che, nelle intenzioni del costruttore, rende la i3 meno impattante di una Serie 3 termica dopo appena uno o due anni di utilizzo, a seconda delle fonti di ricarica.




