La nuova BMW X5 in fase di collaudo finale a Spartanburg: cinque motori per la prossima generazione

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La quinta generazione della BMW X5, lo Sports Activity Vehicle (SAV) che da anni rappresenta un pilastro per la Casa dell’Elica, ha ufficialmente imboccato il rettilineo finale che la separa dal debutto sul mercato. Gli ultimi test di calibrazione, come confermano le immagini diffuse in queste ore, si stanno svolgendo nei dintorni dello stabilimento BMW Group di Spartanburg, negli Stati Uniti, il polo produttivo che ospiterà le linee di montaggio per il nuovo modello.

Si tratta di un passaggio cruciale, quello dei collaudi su strada, che precede di poco l’avvio della produzione in serie di un veicolo destinato a ridefinire gli equilibri interni al marchio, soprattutto in termini di strategia tecnologica: la nuova X5 sarà infatti il primo modello di serie ad affrontare il mercato con un'offerta così articolata di sistemi di propulsione.

L’eredità della Neue Klasse e la versatilità tecnica

Dal punto di vista stilistico, il nuovo SUV di Monaco sta recependo l’influenza del linguaggio Neue Klasse, un approccio già sperimentato sulla nuovissima BMW iX3 che si traduce in superfici più pulite e in una reinterpretazione dei classici elementi di identità del marchio.

A guardare i prototipi, il frontale appare più verticale e squadrato, mentre gli interni - sebbene ancora avvolti da camuffature nei test recenti - dovrebbero adottare il nuovo sistema Panoramic iDrive, caratterizzato da un display centrale di grandi dimensioni e da una fascia proiettata sulla base del parabrezza. Tuttavia, al di là dell’estetica, l’elemento che più di ogni altro sta catalizzando l’attenzione degli addetti ai lavori risiede sotto il cofano, o meglio, nella varietà di "cuori" che muoveranno le ruote di questa mole da oltre cinque metri di lunghezza.

Le varianti: elettrica, termica e a idrogeno

La strategia, che i vertici BMW definiscono di "neutralità tecnologica", si concretizza nella disponibilità contemporanea di ben cinque diverse tipologie di powertrain. Partendo dall’estremità più "verde" della gamma, troviamo la BMW iX5 completamente elettrica, la quale, nelle versioni di lancio come la iX5 60 xDrive, sfoggia una potenza di 578 CV abbinata alla più recente tecnologia Gen6 eDrive.

Quest’ultima introduce un innovativo concetto di batteria ad alta tensione con celle cilindriche e architettura a 800V, caratteristiche che permettono all’auto di vantare il pacco batterie più grande mai installato finora su un modello del costruttore, con una capacità netta di 141 kWh nella configurazione europea.

A completare il quadro di questa transizione energetica, il 2028 segnerà l’arrivo di un’altra pietra miliare: la BMW iX5 Hydrogen, primo modello alimentato a celle a combustibile prodotto in serie dalla Casa bavarese, il cui sistema di stoccaggio piatto (Flat Storage) è stato sviluppato per non rubare spazio prezioso all'abitacolo.

Parallelamente all’avanzata elettrica, la Casa non ha però alcuna intenzione di abbandonare le tradizionali richieste del mercato: la nuova X5 continuerà a essere ordinabile con propulsori a benzina e diesel, questi ultimi principalmente destinati al vecchio continente dove la domanda rimane significativa. A fare da trait d’union tra i due mondi ci penseranno le versioni ibride plug-in, come la già annunciata X5 50e xDrive capace di erogare 490 CV, garantendo così una mobilità a emissioni ridotte senza però i timori legati all’autonomia tipici del full electric.

In attesa della presentazione ufficiale, prevista per l’estate, il lavoro degli ingegneri si concentra quindi nell’integrare questa moltitudine di tecnologie su un’unica piattaforma, unendo la complessità meccanica dei motori tradizionali con i nuovi software di guida come l’elettronica "Heart of Joy", pensata per ottimizzare il recupero di energia sulle varianti a batteria.

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