Torino, esplosione in via Nizza: arrestato l’ex fidanzato, morto un giovane estraneo alla vicenda
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
«Mio figlio ha pagato con la sua vita la violenza sulle donne»: sono le parole strazianti del padre di Jacopo Peretti, il 33enne morto nell’esplosione che il 30 giugno scorso ha distrutto parte di un condominio in via Nizza, a Torino. Un gesto che, secondo gli investigatori, doveva essere un avvertimento per l’ex compagna di Giovanni Zippo, il 40enne guardia giurata arrestato sabato 5 luglio con l’accusa di aver provocato il disastro.
Zippo, residente nel quartiere Lingotto e dipendente di un’azienda privata di vigilanza, era ricoverato al Cto per gravi ustioni riportate durante l’esplosione, che lo ha lasciato con il volto sfigurato. Quel giorno, come testimoniano alcuni residenti, era stato visto fuggire dalla palazzina senza chiedere aiuto, nonostante le ferite evidenti. Le indagini – coordinate dalla procura e dai carabinieri del nucleo investigativo – hanno ricostruito una dinamica apparentemente dettata dal risentimento: la rottura con Madalina Ionela Hagiu, 34enne rumena che abitava nello stesso stabile, avrebbe spinto l’uomo a progettare una vendetta divenuta poi tragedia.
L’esplosione, causata da una bombola di gas manomessa, ha provocato il crollo di tre appartamenti e il ferimento di altri inquilini, tra cui bambini. Jacopo, che viveva al piano superiore rispetto alla donna, non aveva alcun legame con la vicenda. «Era lì per caso», ha spiegato un vicino, mentre i soccorritori descrivono scene di caos tra le macerie, con scale divelte e muri crollati.
Zippo, che sui social mostrava una vita apparentemente normale – foto allo stadio, auguri per il compleanno – era invece segnato da mesi da quella che gli inquirenti definiscono un’ossessione per l’ex. «Lo conoscevamo come una persona tranquilla», ha raccontato il gestore del bar sotto casa, stupito dall’accaduto. L’arresto è avvenuto non appena le sue condizioni lo hanno permesso: ora è accusato di omicidio volontario, incendio e lesioni.




