La rinascita della McLaren parte da Suzuka: Stella vede il podio, Piastri si prende le libere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il venerdì giapponese ha restituito un’immagine della McLaren che sembrava perduta nei primi due appuntamenti del mondiale, un’immagine che però andava letta con la cautela che la Formula 1 impone quando si analizzano le sessioni di prove libere. I campioni del mondo in carica, reduci da un avvio di stagione a dir poco travagliato – si ricordi l’errore di Oscar Piastri nel giro di ricognizione in Australia, seguito dal doppio ko tecnico in Cina che ha impedito a entrambe le monoposto di schierarsi in griglia – hanno mostrato a Suzuka segnali di risveglio. Piastri, che in questo 2026 non ha ancora potuto percorrere nemmeno un metro di gara, ha firmato il miglior tempo assoluto della seconda sessione di libere, con Lando Norris a completare un poker che ha riacceso gli animi nel box di Woking. Tuttavia, la fotografia scattata al termine del venerdì offriva una lettura in apparenza semplice: se la classifica dei tempi poteva suggerire la McLaren come riferimento sul giro secco, incrociando i riscontri telemetrici con le simulazioni a pieno carico di carburante, le gerarchie reali assumevano contorni ben più sfumati.

I segnali di crescita e la questione power unit

Il vero dato confortante per la scuderia papaya non è tanto il crono in sé, quanto la natura del progresso evidenziato. Il team principal Andrea Stella ha spiegato come i miglioramenti osservati siano il frutto di una doppia convergenza: da un lato, la squadra sta finalmente riuscendo a estrarre qualcosa in più dal telaio e dall’assetto; dall’altro, altrettanto cruciale, c’è una maggiore familiarità con la nuova power unit fornita dalla Mercedes. Un aspetto, quest’ultimo, che rappresentava una delle incognite maggiori dopo il reset regolamentare. “Siamo in una curva di apprendimento per ottenere il massimo dal motore”, ha ammesso Stella, riconoscendo che la Ferrari, al momento, mantiene ancora un vantaggio nella gestione delle gomme sul passo di gara, un fattore che potrebbe complicare le ambizioni immediate. La Mercedes, dal canto suo, resta vigile: il direttore tecnico Andrew Shovlin ha definito “impressionanti” i tempi fatti segnare dalle vetture di Woking, pur sottolineando come il dato della perdita di energia elettrica all’uscita dell’ultima chicane rimanga un problema da risolvere per le frecce d’argento.

La risposta di Piastri e la fiducia di Stella

C’è poi un aspetto umano che sta emergendo con forza in questo momento difficile per il team campione del mondo. Oscar Piastri, il cui avvio di campionato è stato un vero e proprio incubo sportivo – due gare, zero giri percorsi – ha mostrato una solidità mentale che Stella non ha esitato a sottolineare. Il giovane australiano, che per via di questi intoppi risulta inevitabilmente svantaggiato nell’apprendimento della gestione della nuova energia elettrica, ha reagito con grande maturità, diventando il punto di riferimento nelle libere giapponesi. La sua prestazione, insieme al lavoro sinergico con Norris, testimonia una dinamica di squadra che, nonostante le difficoltà, sembra essersi rafforzata. Stella, pur mantenendo un approccio realistico, ha ribadito la fiducia nel potenziale della MCL40: la macchina, a suo dire, soffre di un deficit di grip rispetto alle rivali, ma è considerata una piattaforma ad alto potenziale, in attesa di aggiornamenti aerodinamici previsti nei prossimi appuntamenti.

Le gerarchie nascoste di Suzuka

Se la McLaren ha sorriso in termini di sensazioni, la realtà della pista giapponese ha però offerto un quadro più complesso. Guardando la classifica dei tempi della prima giornata, la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e George Russell sembrava gestire il passo con una certa superiorità, alternando strategie di mappatura della batteria differenti tra i due piloti. La Ferrari, invece, appariva in maggiore difficoltà, accumulando ritardo non solo sui rettilinei ma anche nei tratti guidati, con una SF-26 descritta come nervosa e instabile, particolarmente nella sezione centrale del tracciato. È in questo contesto che la McLaren ha cercato di inserirsi, con l’obiettivo dichiarato di puntare al primo podio stagionale. Come ha confermato Stella, essere in condizione di competere con la Rossa per il gradino più basso del podio rappresenterebbe già un significativo passo avanti, nella consapevolezza che per puntare stabilmente alla vittoria servirà un ulteriore salto di qualità.

I dati della pista e l’ottimismo cauto

Il confronto diretto con la Ferrari, che nelle prime due gare ha dimostrato di avere qualcosa in più sul passo gara, sarà il primo banco di prova concreto. Se le libere avevano lasciato intravedere un barlume di rinascita, le qualifiche – e ancor più la gestione della corsa – racconteranno se il lavoro fatto dalla McLaren sulla comprensione della power unit Mercedes ha davvero ridotto il divario. Il team di Woking sa di dover colmare un ritardo che non è solo di performance pura, ma anche di confidenza con le complesse dinamiche dei nuovi propulsori. Tuttavia, l’ottimismo di Stella trova fondamento nella capacità di reazione mostrata dal gruppo: la frustrazione per il doppio non-partenza in Cina non ha generato sconforto, ma ha accelerato il processo di apprendimento. Il fatto che Piastri, nonostante la stagione finora bianca, sia riuscito a essere il più veloce in Giappone rappresenta un segnale che la squadra intende interpretare come l’inizio di una traiettoria ascendente.

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