Assicurazione auto ferma, l'Europa detta nuove regole: obbligo e flessibilità per chi circola poco

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La questione dell'obbligo assicurativo per un veicolo temporaneamente inattivo, parcheggiato in un garage o utilizzato per pochi mesi l'anno, ha a lungo sollevato interrogativi tra gli automobilisti, generando incertezze e timori di sanzioni. Il quadro normativo, ora in via di definizione, si appresta a subire un riallineamento sostanziale. Con il recepimento della direttiva europea 2021/2118, il cui iter parlamentare è in fase avanzata, l'Italia introduce distinzioni più nette, stabilendo con maggiore chiarezza quando la responsabilità civile veicoli rimanga un obbligo inderogabile e quando, invece, possano applicarsi deroghe o formule ad hoc. Un cambiamento che, come spesso accade per le normative di settore, risponde alla necessità di armonizzare le disposizioni nazionali con quelle comunitarie, cercando al contempo di interpretare le esigenze di una platea di proprietari estremamente diversificata.

Le principali categorie interessate dalla riforma

Il nuovo impianto normativo delinea scenari differenziati. Da un lato, viene confermato il principio generale per cui l'auto, anche se ferma, deve essere coperta da polizza Rc auto, a tutela di eventuali danni a terzi. Dall'altro, si aprono spiragli di flessibilità per categorie specifiche. Una delle novità più attese riguarda i veicoli storici, un comparto numericamente rilevante nel Paese, per i quali si sta studiando una disciplina peculiare che ne riconosca la limitata percorrenza annua e il valore collezionistico. Parallelamente, si prevede l'introduzione di polizze "stagionali" o infra-annuali, destinate a chi utilizza l'auto solo in determinati periodi, ad esempio per le vacanze estive o per brevi spostamenti invernali. Una soluzione che potrebbe alleviare il peso della spesa per molti, consentendo di pagare il premio solo per i mesi di effettivo utilizzo.

Il caso dei veicoli inutilizzabili e il ruolo dell'IVASS

Un altro aspetto cruciale riguarda i veicoli dichiarati inutilizzabili, per i quali la direttiva europea prevede l'esenzione dall'obbligo assicurativo. Si tratta, in sostanza, di auto o moto che, per estesi lavori di restauro o per grave avaria, non sono in condizioni di muoversi su strada e sono custodite in luoghi privati. Per questi casi, la normativa in arrivo stabilisce criteri precisi, volti a scongiurare abusi, demandando all'IVASS, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, il compito di vigilare sull'applicazione corretta delle regole e sulla trasparenza delle offerte di polizza. Il rafforzamento dei poteri dell'ente di controllo rappresenta un tassello fondamentale per garantire che la maggiore flessibilità non si traduca in opacità del mercato o in disparità di trattamento tra gli assicurati.

Verso un sistema più articolato

L'adeguamento alla direttiva Ue segna dunque un passaggio da un sistema rigidamente uniforme a uno più articolato, che prova a conciliare l'indispensabile tutela delle vittime di incidenti con le legittime istanze di chi fa un uso saltuario del proprio mezzo. Il percorso, che dovrà essere completato con i necessari decreti attuativi, promette di sciogliere molti dei nodi che hanno caratterizzato il dibattito negli ultimi anni. Rimane salvo, naturalmente, l'obbligo per tutti i veicoli in circolazione di essere regolarmente coperti, senza eccezioni, mentre si delinea un ventaglio di opzioni per quelli che, a vario Titolo, restano fermi. Una modifica che interessa una fetta non trascurabile di automobilisti, chiamati a valutare con attenzione la soluzione più consona alle proprie abitudini di guida.

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