Moody’s declassa il debito Usa, dollaro e titoli sotto pressione
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Redazione Economia
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La decisione di Moody’s di abbassare il rating del debito pubblico statunitense da AAA ad AA1, per la prima volta in un secolo, ha innescato un’ondata di vendite sui mercati finanziari, trascinando al ribasso sia i titoli di Stato che il dollaro. L’annuncio, arrivato venerdì dopo la chiusura delle borse, ha mostrato i suoi effetti già all’apertura di Wall Street lunedì, con gli indici in territorio negativo: il Dow Jones ha perso lo 0,10%, l’S&P 500 lo 0,28% e il Nasdaq lo 0,46%.
Il declassamento, motivato dai timori per la sostenibilità del debito federale – che supera i 36 trilioni di dollari – non ha sorpreso del tutto gli analisti, molti dei quali già da mesi segnalavano rischi legati all’aumento del deficit di bilancio. «Il mercato aveva già prezzato gran parte di queste preoccupazioni», ha spiegato Myles Bradshaw, responsabile dei Global Aggregate Bonds di Jp Morgan Asset Management, sottolineando come la reazione, seppur negativa, non sia stata drammatica. «Ci aspettavamo una risposta più severa, ma il downgrade era nell’aria».
Quello di Moody’s non è un caso isolato: nel 2023 Fitch aveva già ridotto il rating degli Stati Uniti, mentre S&P Global aveva fatto lo stesso nel 2011. Se allora il dollaro aveva subito un contraccolpo più netto, stavolta la valuta americana sembra reagire con maggiore resilienza, anche se gli esperti non escludono mesi di debolezza. Intanto, i rendimenti dei Treasury sono saliti, riflettendo la crescente diffidenza degli investitori verso un’economia che, nonostante la crescita solida, deve fare i conti con squilibri strutturali.




