2025, dominio del dollaro in crisi: Moody’s declassa gli Usa e l’Europa osserva

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’agenzia di rating Moody’s ha deciso di abbassare il rating del debito sovrano statunitense da Aaa ad Aa1, una mossa che, sebbene attesa da alcuni analisti, conferma le crepe nel gigante finanziario d’oltreoceano. Con un debito pubblico che sfiora i 36.000 miliardi di dollari – una cifra che supera il Pil annuale della maggior parte delle economie mondiali – gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, continuano a spendere più di quanto incassino, aggravando una situazione già critica.

Il paragone con l’Europa è inevitabile: mentre la Germania mantiene il massimo punteggio (Aaa), la Francia scivola a Aa2, l’Italia resta ferma a Baa3 e la Spagna si attesta su Baa1. Ma è proprio il confronto con l’Italia a colpire: se per anni Roma è stata considerata l’anello debole della catena, oggi è Washington a finire nel mirino. «Un elefante nella cristalleria», potremmo dire, che rischia di travolgere non solo se stesso ma l’intero sistema finanziario globale.

Il downgrade ha immediatamente scosso i mercati, spingendo il cambio euro-dollaro verso *1,1365*, con la valuta americana sotto pressione. I Treasury a dieci anni, dopo un’iniziale volatilità, si sono stabilizzati intorno al 4,5%, un rendimento superiore a quello dei Btp italiani (oggi al 3,7%), ma che riflette una crescente sfiducia degli investitori.

La legge fiscale di Trump, che ha ulteriormente allargato il deficit, è uno dei fattori chiave dietro questa crisi. E mentre il Tesoro americano cerca di sostenere i titoli con acquisti massicci, l’Europa si interroga: potrebbe essere questa l’occasione per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro?

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.