«Imprese vincenti», dieci pmi del Lazio premiate da Intesa Sanpaolo
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Redazione Economia
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Non una celebrazione fine a se stessa, bensì un racconto corale di strategie, resilienza e capacità di penetrazione sui mercati, interni ed esteri. È quanto emerso durante la tappa romana di «Imprese vincenti», il programma – giunto ormai alla sua sesta edizione – che la divisione Banca dei territori di Intesa Sanpaolo, diretta da Stefano Barrese, dedica alle realtà imprenditoriali italiane di minori dimensioni, quelle che, spesso lontane dai riflettori, costruiscono valore anno dopo anno. Al centro dell’incontro, tenutosi nella capitale, dieci piccole e medie aziende provenienti da Lazio e Abruzzo, selezionate per raccontare, davanti a una platea composta da altri imprenditori, stakeholder e rappresentanti istituzionali, i propri percorsi di crescita, senza tralasciare le difficoltà incontrate lungo la via dell’internazionalizzazione.
Dall’agroalimentare al design, un mosaico di competenze
A rappresentare il comparto agroalimentare, per esempio, è stata Agri Island srl di Roma, mentre il settore dell’arredamento e del design ha trovato in Archi. (senza dimenticare Archimora) un interprete capace di coniugare estetica e funzionalità. Ma l’elenco delle eccellenze premiate – dieci in totale – non si esaurisce certo in questi due ambiti. Si va dalla scenografia e dagli allestimenti per set cinematografici (Creation art di Marino) fino alla produzione di mobili e oggetti di design, passando per l’ottimizzazione delle performance e dei consumi energetici, l’agricoltura sostenibile, la gestione intelligente delle risorse idriche e persino l’architettura, con la Speri società di ingegneria e architettura. A queste si aggiungono realtà operative in nicchie altamente specializzate: il packaging farmaceutico, la gestione delle risorse umane (con Direzione lavoro group), la ceramica sanitaria, la produzione di scatole in cartone ondulato e la creazione di macchinari sicuri, personalizzati ed ergonomici. Un ventaglio, come si vede, che restituisce la varietà del tessuto produttivo locale.
Le aziende abruzzesi e laziali sotto la lente del programma
Nello specifico, le dieci imprese premiate nel corso della tappa romana – una delle quindici complessive previste dall’edizione in corso – rispondono ai nomi di Agri Island, Archimora, Creation art di Marino, Direzione lavoro group, Ecosfera servizi, Speri società di ingegneria e architettura, Francesco Pisani e figli (con sede ad Arpino, in provincia di Frosinone), Grafibox di Ariccia, Hatria e Selmec. Queste ultime due, in particolare, arrivano rispettivamente da Teramo e da Chieti, a dimostrazione di come il crinale tra Lazio e Abruzzo, in termini di vocazione imprenditoriale, sia assai permeabile. Non si tratta, va detto, di un semplice riconoscimento simbolico: le pmi selezionate riceveranno infatti da Intesa Sanpaolo e dai partner di progetto un supporto concreto per affrontare tutte le fasi della vita d’impresa, con un’attenzione specifica all’investimento nei fattori immateriali – ricerca e sviluppo, filiera, formazione – e nei pilastri strategici dello sviluppo, ovvero la crescita all’estero, la sostenibilità, la protezione, l’innovazione, la transizione digitale e la finanza straordinaria.
Un modello che si replica altrove: il caso di Napoli
Il medesimo meccanismo, del resto, è stato attivato anche in altre regioni. Basti pensare alla decima tappa dell’iniziativa, ospitata a Napoli alla Città della Scienza, dove sono state premiate altre dieci «Imprese vincenti» – questa volta provenienti da Campania, Calabria e Sicilia –, anch’esse selezionate tra le centocinquanta che avevano preso parte al programma. Un dato, quest’ultimo, che aiuta a comprendere la portata del fenomeno: non un’eccezione localizzata, ma una rete diffusa di piccole e medie imprese, tutte accomunate da progetti di crescita concreti, sia in Italia sia oltre confine. A rappresentare il Mezzogiorno, in quella circostanza, realtà attive in settori altrettanto diversificati, a riprova del fatto che la capacità di innovare e di competere sui mercati internazionali non è affatto appannaggio esclusivo delle grandi ration.




