«Imprese Vincenti» riparte da Milano: il programma di Intesa Sanpaolo premia dieci Pmi tra innovazione e cultura del rischio
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Redazione Economia
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Il via della sesta edizione è stato dato mercoledì undici febbraio dallo spazio eventi del Grattacielo Gioia22, e già il dato delle candidature – quattromila solamente in questo scorcio iniziale del 2026, per un totale che dal 2019 sfiora le diciottomila imprese – restituisce la dimensione di un fenomeno che, da iniziativa interna alla Divisione Banca dei Territori, si è trasformato in un osservatorio permanente sull’industria media e piccola del Paese -1-3. La tappa milanese, prima delle quindici previste lungo la penisola, ha visto salire sul palco dieci realtà produttive delle province di Milano, Monza e Brianza: ci sono Bitcorp, che opera nei servizi alle imprese, ed Eure Inox per la componentistica industriale, e poi Forind Avio Elettronica, attiva nell’aerospazio, e Goppion, nome noto nel design e nell’arredamento museale; completano il gruppo Isaac, Mechanica, Selite e Tecam, tutte riconducibili alla meccanica strumentale, Ristogest per la ristorazione collettiva e Serenis Health, piattaforma digitale dedicata alla salute mentale -1. Ciascuna di esse – e lo stesso avverrà per le centoquaranta che saranno selezionate nelle restanti quattordici tappe – riceverà un accompagnamento strutturato sui cosiddetti fattori intangibili dello sviluppo: internazionalizzazione, transizione digitale, sostenibilità, finanza straordinaria e formazione, con un’enfasi particolare, quest’anno, su un aspetto fino a poco tempo fa considerato ancillare ma oggi elevato ad asset competitivo.
La novità più rilevante dell’edizione 2026, infatti, risiede nella collaborazione avviata con Intesa Sanpaolo Assicurazioni e nella conseguente introduzione della «menzione speciale Protezione», riconoscimento destinato – tappa dopo tappa – a quell’azienda che abbia dimostrato di aver trasformato la copertura dei rischi, siano essi relativi alle persone o ai beni strumentali, in una leva strategica e non in un mero adempimento amministrativo -1-3. A Milano la menzione è stata assegnata a Isaac, impresa meccanica brianzola che, secondo la motivazione ufficiale, ha saputo integrare la protezione assicurativa dentro una più ampia policy di resilienza operativa; un segnale, questo, che il gruppo guidato da Carlo Messina intende normalizzare un approccio alla gestione dell’incertezza tradizionalmente trascurato dalle Pmi italiane, spesso concentrate sullo sviluppo commerciale ma meno attrezzate sul versante della continuità aziendale.
Centocinquanta campioni nazionali e un ecosistema di partner per scalare i mercati
Il meccanismo di «Imprese Vincenti» non si limita alla cerimonia pubblica e al riconoscimento simbolico: le centocinquanta realtà selezionate – che complessivamente danno lavoro a centocinquantamila dipendenti e generano circa trentacinque miliardi di fatturato aggregato – vengono infatti innestate in una rete di relazioni che mobilita undici partner istituzionali e di consulenza -1. Bain & Company, Elite-Gruppo Euronext, Gambero Rosso, Cerved, Microsoft Italia, Nativa, Circularity, Coldiretti, Digit’Ed, Tinexta e AICCON compongono un ecosistema variegato nel quale le competenze in materia di strategia, accesso al mercato dei capitali, comunicazione, dati, intelligenza artificiale, economia circolare e finanza agevolata si sovrappongono e talvolta si ibridano. L’obiettivo dichiarato è alimentare la Community delle Imprese Vincenti, una sorta di club permanente di campioni del Made in Italy che, stando alle intenzioni, dovrebbe tradursi in operazioni sistemiche e in iniziative promozionali coordinate; a questo scopo verrà anche costituito un Osservatorio dedicato in collaborazione con The European House–Ambrosetti, chiamato a monitorare le performance e le traiettorie di crescita del gruppo -1.
Parallelamente all’avvio del tour, e sempre sotto la regia della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, Intesa Sanpaolo ha riunito a Napoli una platea di imprenditori campani, calabresi e siciliani per declinare il modello di advisory sulla finanza straordinaria in chiave meridionale -2-4. L’incontro partenopeo – secondo appuntamento di un ciclo annunciato nelle settimane scorse – ha messo al centro le operazioni di finanza strutturata, le aggregazioni, i passaggi generazionali e le quotazioni in Borsa, ambiti nei quali la banca ha costruito una squadra di oltre settanta investment banker distribuiti in tre team territoriali e cinque desk specialistici: M&A, Equity Capital Markets, Structured Finance, Capital Structure Solutions e Post Closing -2-4. Dal 2020, nel solo Mezzogiorno, sono state perfezionate operazioni per più di cinquecento milioni di euro, un dato che l’istituto utilizza per attestare la replicabilità di un approccio che coniuga la consulenza personalizzata con la capacità di sottoscrizione tipica di una banca commerciale radicata nei territori.
Iperammortamento, edifici green e la scommessa sulla riqualificazione immobiliare
Nella stessa giornata napoletana è stata presentata un’evoluzione dell’offerta che lega la misura governativa dell’iperammortamento a soluzioni di finanziamento integrale dell’investimento, condizioni di prezzo agevolate e prodotti come S-Loan Progetti Green e D-Loan -6. L’elemento di maggior interesse, però, riguarda il fronte immobiliare: il gruppo ha stimato in circa due milioni il numero di edifici non residenziali che, in Italia, presentano una classe energetica inferiore alla C e rischiano quindi di subire deprezzamenti patrimoniali o vincoli normativi nel medio termine. Per intercettare questa domanda potenziale è stato messo a punto lo S-Loan Edifici Green, finanziamento che può essere combinato con il Conto Termico 3.0 e che mira a trasformare l’efficientamento energetico da costo accessorio a leva di mantenimento del valore d’impresa -4-6. La scelta di insistere su questi strumenti nel Mezzogiorno non è casuale: i dati del Research Department di Intesa Sanpaolo – diffusi contestualmente alla tappa milanese – certificano che province come Monza e Brianza sfiorano una propensione all’export del cinquanta per cento e che Milano, da sola, concentra duemilacinquecento startup innovative, un quinto del totale nazionale; in questo quadro, la finanza agevolata e la consulenza straordinaria vengono percepite come infrastrutture necessarie a trattenere valore aggiunto nei territori e a contrastare derive parassitarie del tessuto produttivo -1.
I numeri dell’export milanese e il posizionamento delle filiere strategiche
Le elaborazioni dell’ufficio studi coordinate da Gregorio De Felice disegnano una geografia settoriale che vede la farmaceutica, la cosmetica, l’aerospazio, le utilities, l’elettronica, i servizi avanzati, il turismo e l’agroalimentare trainare la crescita attesa per il 2026 -1. Milano e Monza-Brianza hanno superato insieme i settantadue miliardi di export nel 2024 – l’undici virgola sei per cento del dato nazionale – e le partecipate estere controllate da investitori milanesi ammontano a settemilatrecentoventicinque, il diciottesimo circa del totale italiano -1. Sono cifre che aiutano a comprendere perché, accanto alla celebrazione delle eccellenze, il programma «Imprese Vincenti» insista tanto sul consolidamento dimensionale e sull’accesso ai mercati finanziari: tra le aziende premiate nelle scorse edizioni, dodici hanno preso parte nel 2025 a una missione organizzata dal gruppo negli Stati Uniti, e non è secondario che la nuova edizione preveda una tappa espressamente riservata alle imprese estere che lavorano in stretta connessione con la filiera italiana -1. La scommessa, per Barrese e per i suoi collaboratori, è che il riconoscimento pubblico e l’accompagnamento consulenziale possano innescare un processo imitativo e generare, nel tempo, un innalzamento strutturale della competitività; ma questa, naturalmente, è materia che solo i numeri delle prossime edizioni potranno confermare o smentire.




