Mps, l'assemblea del 29 ottobre decide il destino dell'Opas di Intesa
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Redazione Economia
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Mancano ormai dieci giorni all'assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena, convocata per il 29 ottobre, e il voto dei soci si configura come il passaggio decisivo per comprendere quale direzione prenderà il riassetto della finanza italiana. I correntisti e gli azionisti sono chiamati a esprimersi su un pacchetto di delibere che comprende le due offerte pubbliche di scambio promosse dal Monte sui titoli Banco Bpm e Banca Generali, oltre alla fusione per incorporazione di Mediobanca nella stessa Mps.
Il piano, costruito dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio, rappresenta lo scudo predisposto per contrastare l'iniziativa ostile di Intesa Sanpaolo, ma il suo esito appare già segnato dalle posizioni assunte dai principali azionisti.
Il pressing delle authority sull'Opas di Ca' de Sass
L'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo lo scorso 8 giugno si avvicina a un passaggio cruciale del suo iter autorizzativo. Secondo quanto ricostruito da fonti finanziarie, la Vigilanza della Bce potrebbe esprimersi entro la fine di ottobre, con la concreta possibilità che il via libera arrivi prima della stessa assemblea senese.
Sul fronte della concorrenza, l'Antitrust ha in calendario per mercoledì 21 ottobre un'audizione dedicata al Monte, mentre le risultanze istruttorie sono attese tra la fine del mese e i primi giorni di novembre, aprendo la fase conclusiva del procedimento. Al centro delle verifiche ci sono le 635 filiali destinate a Unipol e i possibili profili concorrenziali legati alla partecipazione indiretta del 13,2% in Generali detenuta tramite Mediobanca, per la quale si ragiona di meccanismi di segregazione informativa.
Gli equilibri in Fondazione e il nodo del voto
Sul fronte della compagine pubblica, la Fondazione Monte dei Paschi, titolare di una quota dello 0,2% del capitale, ha confermato all'unanimità che ogni determinazione sulle operazioni straordinarie sarà assunta soltanto dopo l'indirizzo espresso dalla Deputazione generale. La riunione è fissata per venerdì, quando l'organo fornirà le proprie linee guida alla Deputazione amministratrice, convocata nel pomeriggio inoltrato.
Il presidente Riccardo Coppini aveva inizialmente prospettato una valutazione positiva dell'offerta di Intesa, salvo poi allinearsi alla conferma dell'iter procedurale decisa dall'organo amministrativo. Nel frattempo, il fronte dei soci contrari al piano Lovaglio si è consolidato: dopo Delfin e i Benetton, anche il gruppo Caltagirone ha ufficializzato il voto contrario su tutti e cinque i punti dell'ordine del giorno della parte straordinaria, portando oltre il 32% del capitale schierato contro le operazioni difensive.
La partita del risparmio secondo Messina
Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha inquadrato l'operazione su Mps in una cornice che travalica il perimetro bancario. Intervenendo al Forum della Coldiretti, ha definito il risparmio delle famiglie e delle imprese come un elemento di forza del Paese, una sorta di tripla A, e ha qualificato l'Opas come una questione di sicurezza nazionale. Il ragionamento segue una catena precisa: dentro il Monte c'è Mediobanca, descritta come l'architrave della finanza italiana, e dentro la banca d'affari c'è una quota rilevante del capitale di Generali.
Secondo Messina, portare quel pacchetto nell'orbita di Ca' de Sass garantirebbe l'indipendenza assoluta del Leone di Trieste, senza alcuna volontà di interferire sulla governance, e metterebbe in sicurezza il risparmio nazionale. Il manager ha inoltre espresso fiducia nelle valutazioni dell'Antitrust, ribadendo che il gruppo si adeguerà alle decisioni dell'Autorità.
I tempi dell'offerta e le condizioni di decadenza
Il consiglio di Intesa ha già deliberato l'aumento di capitale a servizio dell'operazione e l'intenzione dichiarata rimane quella di aprire il periodo di adesione entro la fine di novembre per chiudere l'offerta entro la fine dell'anno. Una volta ottenuto il via libera della Bce, la Consob potrà autorizzare la pubblicazione del prospetto anche in assenza della luce verde dell'Antitrust, sebbene il vertice non abbia ancora sciolto la riserva su questa strada.
Restano da acquisire anche l'autorizzazione del Golden Power e il pronunciamento definitivo dell'Autorità garante della concorrenza, atteso tra novembre e dicembre. La banca guidata da Messina ha però chiarito che l'approvazione delle operazioni difensive del Monte, comprese le offerte su Banco Bpm e Banca Generali o la riduzione di capitale funzionale al dividendo straordinario, comporterebbe la decadenza automatica della propria proposta.
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