Il ricorso respinto e le parole di Wesley: “A Como non era fallo, ora testa al Bologna”
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Redazione Sport
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La conferenza stampa alla vigilia di Roma-Bologna, decisivo ritorno degli ottavi di Europa League dopo l’1-1 dell’andata, doveva essere l’occasione per parlare esclusivamente della sfida europea. Invece, complice anche la tempistica degli eventi, l’attenzione si è in gran parte concentrata sul capitolo più spinoso e recente della stagione giallorossa: l’espulsione di Wesley nel corso della sfida di campionato persa contro il Como. Il brasiliano, chiamato a rispondere delle sue sensazioni a pochi giorni da quel rosso che ha scatenato un putiferio, ha ribadito con forza la propria estraneità ai fatti, tornando a raccontare la sua versione di quell’episodio. “Per me non era assolutamente fallo”, ha esordito il terzino, ripercorrendo mentalmente i concitati momenti del Sinigaglia, e sottolineando come fosse perfettamente cosciente di essere già stato ammonito: l’ultima cosa che avrebbe voluto, ha spiegato, era quella di lasciare i compagni in inferiorità numerica. La sua ricostruzione è stata minuziosa: un movimento laterale per andare sull’avversario, un appoggio del braccio motivato dal fatto che fosse l’attaccante del Como a stargli quasi cadendo addosso, nessuna intenzione reale di fermarlo in modo falloso. La convinzione di non aver commesso infrazione, ha proseguito, era talmente radicata che, anche al momento della sanzione, ha continuato a protestare la propria innocenza, ricevendo però come risposta il responso delle immagini, che secondo la direzione arbitrale raccontavano una storia diversa.
La versione ufficiale degli organi giudicanti e il verdetto senza appello
A rendere ancora più amara la pillola per l’esterno e per l’intero ambiente romanista è sopraggiunta, nelle stesse ore, la notizia della reiezione del ricorso presentato dal club. La società, come è noto, aveva tentato la strada dell’articolo 61, comma 2, segnalando un possibile scambio di persona: la tesi, sostenuta con forza dai legali giallorossi, era che il fallo su Diao, quello che ha poi portato al secondo giallo, fosse in realtà da attribuire a Devyne Rensch e non a Wesley. Un errore d’identità che, se accertato, avrebbe potuto portare all’annullamento del provvedimento disciplinare. Il Giudice Sportivo, tuttavia, ha effettuato un’istruttoria approfondita, visionando le immagini televisive e, fatto ancor più dirimente, richiedendo e acquisendo un supplemento di rapporto dall’arbitro Davide Massa e dal VAR Michael Fabbri. Le loro dichiarazioni, riportate nel comunicato ufficiale, hanno di fatto chiuso la questione: Massa ha spiegato che, nell’azione incriminata, Rensch aveva sì contrastato Diao, ma in maniera regolare, mentre un intervento falloso sullo stesso calciatore era stato contestualmente compiuto da Wesley. Fabbri, dal canto suo, ha confermato di aver eseguito il check di protocollo senza riscontrare i presupposti per un intervento in campo, fugando ogni dubbio sulla dinamica.
L’amarezza del tecnico e l’impatto sulle strategie future
Se Wesley ha preferito concentrarsi sulla dinamica tecnico-fisica del fallo, Gian Piero Gasperini ha invece offerto una lettura più sfumata ma non meno eloquente della vicenda, lasciando trapelare tutto il suo scetticismo di fronte alle spiegazioni arrivate dagli organi arbitrali. “Rivedendo le immagini, non lo so… A volte quando ti senti preso in giro devi fare la faccia da scemo”, ha dichiarato il tecnico con un’ironia amara che fotografa perfettamente il clima di frustrazione che si respira a Trigoria. Parole, le sue, che non entrano nel merito regolamentare ma che evidenziano una distanza incolmabile tra la percezione del club e quella della classe arbitrale, con inevitabili ripercussioni sul morale di un gruppo che ora è chiamato a voltare pagina in fretta. Al di là delle polemiche, il dato concreto e inappellabile è che Wesley dovrà scontare un turno di squalifica per doppia ammonizione: salterà la prossima sfida di campionato contro il Lecce, mentre, particolare non secondario, sarà regolarmente a disposizione per la gara europea contro il Bologna, un barlume di buona notizia in una settimana densa di tensioni.
La concentrazione sull’impegno europeo che vale la stagione
Archiviato, seppur a fatica, il capitolo arbitrale, l’orizzonte mentale di Wesley e dei suoi compagni è tornato a fissarsi sulla sfida di giovedì all’Olimpico. Una partita, quella contro i felsinei, che ha assunto i contorni di un vero e proprio crocevia stagionale, con in palio un posto tra le migliori otto d’Europa. Il brasiliano, interpellato sul suo momento e sul feeling con il nuovo mister, ha parlato di un ambientamento rapido favorito proprio da Gasperini, che lo ha voluto fortemente e che gli chiede un contributo costante sia in fase di spinta che di copertura. “Il calcio italiano è diverso da quello brasiliano”, ha ammesso, riconoscendo la maggiore attenzione alla tattica e ai dettagli, ma rivendicando al contempo la propria capacità di adattamento e la sicurezza nei propri mezzi: una concentrazione ferrea, a suo dire, può rendere difficile il compito a qualsiasi avversario. L’espulsione di Como, con le polemiche che ne sono scaturite e la beffa del ricorso respinto, rischia di essere un peso psicologico, ma l’esterno ha mostrato di voler trasformare la rabbia in carburante per una notte europea che potrebbe ridare slancio e significato all’intera annata dei giallorossi.
Description: Wesley torna sull’espulsione in Como-Roma alla vigilia del ritorno europeo col Bologna. Intanto il Giudice Sportivo respinge il ricorso. Le sue parole.




