Il Como ribalta la Roma, decide Diego Carlos. Espulsione Wesley e polemiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il confronto diretto per un posto nella prossima Champions League, disputato al Sinigaglia, premia la squadra di Cesc Fabregas, che completa una rimonta che sa di svolta nella lotta al quarto posto. La Roma, dopo un primo tempo gestito con ordine e chiuso in vantaggio, si smarrisce nella ripresa, subendo la reazione dei lariani e, successivamente, l’inferiorità numerica per l'espulsione di Wesley, un episodio che, come vedremo, ha scatenato pi di qualche malumore. La vittoria consente al Como di salire a quota cinquantaquattro punti, scavalcando la Juventus e portandosi a +3 proprio sui giallorossi, inchiodati a cinquantauno punti e alla decima sconfitta stagionale.

L'avvio dei padroni di casa è incoraggiante, con una conclusione pericolosa di Caqueret dopo appena centoventi secondi, ma è al settimo minuto che l'inerzia del match cambia radicalmente. Un errore in fase di impostazione di Sergi Roberto, il cui retropassaggio è piuttosto avventato, viene letto con lucidità da Stephan El Shaarawy: l'attaccante estero anticipa Diego Carlos, il quale, giunto in ritardo, non può fare a meno di atterrarlo in area di rigore. Dal dischetto si presenta Donyell Malen, che spiazza Jean Butez con una conclusione precisa e potente, iscrivendo il suo nome nel tabellino per la settima volta in campionato con la maglia della Roma. La reazione del Como è affidata a Nico Paz, il cui tentativo dal limite dell'area piccola è neutralizzato da un ottimo Mile Svilar, e a una deviazione di Jacobo Ramon, su cross di Da Cunha, che si perde a lato di pochissimo. Nell'ultima azione del primo tempo, è ancora Nico Paz a fallire la mira da buona posizione, su suggerimento di Caqueret, lasciando il risultato in ghiaccio per la squadra di Gasperini.

L'intervalo porta con sé le prime mosse di Fabregas, che inserisce Anastasios Douvikas e Assane Diao per Kempf e un opaco Sergi Roberto, passando a un modulo più offensivo. La mossa si rivela azzeccata al minuto cinquantanovesimo: Alex Valle, con un passaggio in profondità preciso, pesca Douvikas, il cui movimento taglia fuori la difesa giallorossa; il greco, con un rasoterra che s'infila sotto le gambe di Svilar, sigla il meritato pareggio, il suo decimo centro stagionale in Serie A. Pochi istanti dopo, la situazione per gli ospiti precipita: Wesley, già ammonito nel primo tempo, interviene su Diao. Il contatto, però, sembra essere provocato in maniera più netta da Devyne Rensch, ma l'arbitro Davide Massa ritiene il brasiliano responsabile del fallo e lo punisce con il secondo giallo, lasciando la Roma in dieci. La superiorità numerica diventa un fattore determinante: al minuto settantanove, Ivan Smolcic calcia da dentro l'area, Svilar respinge come può, ma sulla ribattuta è il più lesto di tutti Diego Carlos, all'esordio assoluto in gol in Serie A, a spingere il pallone in rete per il sorpasso, regalandosi una domenica speciale nel giorno del suo trentatreesimo compleanno. Nel finale, Lucas Da Cunha sfiora il tris con un tiro che si stampa sulla traversa.

La classifica dopo il ko e la gestione dell'arbitro Massa

Con questo risultato, la Roma di Gian Piero Gasperini – e in questo frangente è doveroso precisare il ruolo dell'allenatore, essendo lui alla guida tecnica della formazione capitolina – incassa la seconda sconfitta consecutiva in campionato e scivola al sesto posto in classifica, scavalcata anche dalla Juventus, vittoriosa nella giornata di sabato. La squadra lariana, al contrario, aggancia il treno che porta alla massima competizione europea, forte di una striscia positiva di quattro successi di fila. Le polemiche post-partita si concentrano inevitabilmente sulla direzione di Davide Massa, e in particolare sulla doppia ammonizione rimediata da Wesley: l'impressione, confermata da diversi commenti tecnici, è che il secondo fallo fosse in realtà da attribuire a Rensch, ma il protocollo VAR, in caso di secondo cartellino giallo, non consente alcun tipo di intervento da parte della sala video. Un dettaglio, questo, che ha pesato come un macigno sull'economia del secondo tempo, vanificando di fatto la buona prestazione offerta dalla Roma nei primi quarantacinque minuti.

Il tabellino del match e i protagonisti in campo

La cronaca dell'incontro trova riscontro nei numeri ufficiali del tabellino. Al Sinigaglia, il Como si è presentato con Butez tra i pali, una linea a tre composta da Diego Carlos, Ramon e Kempf (poi sostituito all'intervallo da Douvikas), con Smolcic, Da Cunha, Sergi Roberto (uscito anch'egli al rientro dagli spogliatoi per far spazio a Diao) e Valle sugli esterni, e il tandem Caqueret-Baturina a supporto di Paz. Nella Roma, assente Ndicka per squalifica, Gasperini ha schierato Svilar in porta; Ghilardi, Mancini e Hermoso nel reparto arretrato; Celik, Koné, Cristante e Wesley in mediana; e infine Pellegrini ed El Shaarawy alle spalle dell'unica punta Malen. Le sostituzioni, nella ripresa, hanno visto l'ingresso di Tsimikas, Ziolkowski, Rensch, Pisilli e Vaz, ma senza riuscire a raddrizzare una gara che, dopo l'espulsione, aveva ormai preso una piega sinistra per i colori giallorossi. La sfida, al di là degli episodi specifici, ha confermato la solidità di un Como in crescendo e le difficoltà di una Roma troppo altalenante per ambire a traguardi prestigiosi.

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