Il Como vince e Diao provoca: “Noi facciamo così”. La bufera social dopo l’espulsione di Wesley

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non si placano le polemiche attorno al confronto diretto per la zona Champions League che ha visto il Como imporsi sulla Roma per due a uno, un match il cui epilogo, va detto, porta la firma indelebile di un episodio arbitrale destinato a far discutere a lungo. Il riferimento è al secondo cartellino giallo sventolato dal direttore di gara, Massa, ai danni del brasiliano Wesley, un’espulsione che ha di fatto mutato l’inerzia della contesa quando il punteggio giaceva ancora sull’uno a uno. A scatenare le ire dei tifosi giallorossi, e a riaccendere la miccia della polemica a distanza di ore dal triplice fischio, ci ha pensato però l’attaccante senegalese del Como, Assane Diao, il quale, tramite il proprio profilo Instagram, ha pubblicato una serie di immagini del match, tra le quali spiccava proprio lo scatto dell’azione incriminata, quella del presunto contatto con il terzino romanista. Una didascalia lapidaria e provocatoria, “Noi facciamo così”, ha accompagnato i fotogrammi, gettando benzina sul fuoco di una tifoseria già largamente insoddisfatta per la direzione arbitrale.

La scintilla del contendere e la reazione dei social

L’episodio che ha scatenato l’ira funesta di Gian Piero Gasperini, il tecnico della Roma, è maturato nella seconda frazione di gioco: Diao, subentrato dalla panchina, aveva involato verso la porta avversaria, un’azione interrotta dall’intervento di Wesley, un contatto definito da molti come minimo, se non inesistente, tanto da far pensare a una simulazione dell’attaccante di Fabregas per procurarsi il fallo. Eppure, l’arbitro Massa non ha avuto esitazioni nel estrarre il secondo giallo, lasciando i capitolini in dieci uomini per quasi mezz’ora, un vantaggio numerico che i lariani hanno sfruttato per completare la rimonta e confezionare tre punti pesantissimi in ottica classifica. La reazione del club giallorosso e del suo allenatore, va ricordato, era stata furibonda già a bordo campo, con tanto di fogli e appunti scaraventati al vento in un gesto di rabbia incontenibile; ma la replica social di Diao ha riportato d’attualità la questione, trasformando un episodio di gioco in un caso nazionale.

La replica social di Diao e le accuse di simulazione

Il classe 2005, con la sua pubblicazione, ha di fatto offerto il fianco alle critiche più feroci: il post, che molti hanno interpretato come una celebrazione ironica dell’accaduto, un po’ come dire “ecco come si fa a vincere le partite”, ha immediatamente scatenato un’ondata di commenti indignati da parte dei sostenitori romanisti. “Simulatore”, “vergal”, “ci hai confermato che era una farsa”, sono solo alcune delle espressioni meno colorite che hanno invaso i commenti al suo profilo, con alcuni tifosi che, nella loro delusione, hanno persino evocato scenari poco piacevoli legati a un suo eventuale futuro infortunio, un chiaro segnale di quanto la tensione sia palpabile e la ferita ancora aperta. C’è anche chi, memore di altri episodi controversi, ha accostato la sua condotta a quella di altri giocatori, rinfocolando una rivalità che tra queste due piazze, va detto, non era mai stata particolarmente accesa prima d’ora.

L’errore arbitrale e lo scontro tra panchine

Se Diao si è reso protagonista in campo e sui social, dietro le quinte è il confronto a distanza tra i due allenatori a tenere banco. Gasperini, come riportato da fonti vicine allo spogliatoio, non ha usato mezzi termini per bollare l’operato del collega e dei suoi giocatori, parlando apertamente di “comportamenti in campo e in panchina” che non può rispettare, un chiaro riferimento a quella che lui ritiene una propensione dei padroni di casa a cercare il contatto e la caduta facile. Dall’altra parte, Cesc Fabregas, che pure aveva sperato in un saluto di fine partita come da prassi consolidata del fair play, si è dovuto ricredere, incassando la mancata stretta di mano e alimentando un clima di scontro che sembra destinato a proseguire ben oltre i novanta minuti del Sinigaglia. L’Associazione Italiana Arbitri, dal canto suo, avrebbe già classificato l’episodio come un errore del direttore di gara, ma ciò, si sa, non restituisce punti in classifica né placa gli animi di una piazza, quella romanista, che vede allontanarsi il sogno della massima competizione europea.

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