Kimi Antonelli scrive la storia: a 18 anni è il più giovane pilota a conquistare una pole in F1
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Redazione Sport
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Mentre la Ferrari arranca, incapace di trovare il ritmo in un inizio di stagione deludente, Kimi Antonelli ha trasformato le qualifiche sprint del Gran Premio di Miami in un pezzo di storia. Con un tempo di 1’26”482, il 18enne bolognese della Mercedes ha strappato la pole position, diventando il più giovane pilota di sempre a riuscirci, superando il precedente record detenuto da Sebastian Vettel. Un traguardo che, seppure legato alla gara Sprint, assume un valore simbolico enorme per chi, come lui, ha esordito in Formula 1 soltanto quest’anno.
Quella di Antonelli non è stata una semplice prestazione, ma un’affermazione inattesa, considerando le difficoltà della Mercedes nelle sessioni precedenti. Mentre Charles Leclerc, sesto, ammetteva senza mezzi termini la mancanza di competitività della Ferrari – "il passo non c’è, non vedo margini di miglioramento" – il giovane italiano ha dimostrato una freddezza e un controllo che pochi avrebbero scommesso in un debuttante. Figlio d’arte, cresciuto respirando motori e asfalto, Antonelli ha confermato le attese di chi lo considera un predestinato, capace di unire talento naturale e una dedizione quasi maniacale ai dettagli.
Dietro il risultato c’è un retroscena che racconta ancora meglio la sua ascesa. Poche settimane fa, durante un evento promozionale della Mercedes, alcuni ospiti avevano avuto la fortuna di salire a bordo di una AMG GT Coupé per un giro sul circuito. A guidarli, però, non era un pilota qualsiasi, ma proprio Antonelli, già allora sotto i riflettori per le sue doti fuori dal comune. Quella che poteva sembrare una semplice dimostrazione si è rivelata un assaggio di ciò che sarebbe accaduto a Miami, dove il suo guizzo ha lasciato senza parole anche i più scettici.




