Affitti brevi, nuove regole per il check-in a distanza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con una circolare del 18 novembre 2024, il Ministero dell'Interno ha stabilito che, d'ora in avanti, gli ospiti delle strutture ricettive dovranno essere identificati di persona, ponendo fine alla pratica del self check-in, che era diventata una delle dieci opzioni più richieste su piattaforme come Airbnb. Questa modalità, che permetteva agli ospiti di accedere agli alloggi senza incontrare il proprietario, era apprezzata per la sua comodità e per la capacità di migliorare l'esperienza di arrivo, generando spesso recensioni positive.

A Roma, la polizia ha iniziato a rimuovere le keybox, le cassette per le chiavi utilizzate dai gestori degli alloggi turistici per consentire l'accesso tramite un codice. Questa operazione segue la direttiva del Ministero dell'Interno, che ha reso obbligatorio il check-in di persona, rendendo di fatto obsolete le keybox, sebbene non siano state vietate esplicitamente.

A Firenze, con l'approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP), è stato introdotto un piano in dieci punti per conciliare turismo e qualità della vita. Tra le nuove regole, vi è il divieto di utilizzare le keybox per gli affitti brevi, una misura volta a contrastare il fenomeno dell'overturismo. Anche a Torino, il Viminale ha vietato il self check-in, suscitando la reazione degli host locali, che lamentano la perdita di una soluzione pratica e sicura per l'accoglienza degli ospiti.

Queste nuove regolamentazioni, che mirano a garantire la sicurezza e l'ordine pubblico, rappresentano un cambiamento significativo per il settore degli affitti brevi, costringendo i gestori a rivedere le loro modalità operative.

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