Il post della discordia: “raduno degli alpini pagliacciata”, la funzionaria di Procura (ex Avs) nel mirino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Ci siamo ereditati questa pagliacciata del raduno degli Alpini, che ci occupano scuole e palestre, almeno si pagassero gli alberghi”. L’accusa, piombata sui social in un momento in cui Genova si prepara ad accogliere quasi mezzo milione di persone per la 97esima Adunata nazionale, porta la firma di Lorena Lucattini, funzionaria della Procura di Genova e già candidata per Avs (Alleanza Verdi e Sinistra) al consiglio comunale nelle elezioni del 2025. La frase, che prosegue descrivendo i tre giorni di occupazione come un “blocca città” in cui “sporcano, bevono, fanno casino”, ha innescato una reazione politica immediata, sollevando il nodo delicato dei confini tra opinione personale e ruolo istituzionale.

Le parole che hanno rotto l’equilibrio

Il post della Lucattini, come spesso accade in questi casi, non lascia spazio a interpretazioni ambigue: definire l’evento una “pagliacciata” e lamentarsi che i partecipanti non si paghino gli alberghi – occupando invece strutture pubbliche – ha trasformato un normale sfogo sul disagio urbano in un vero e proprio caso politico. A rendere il tutto più esplosivo, per l’opposizione di centrodestra, è stata la provenienza dell’autrice: una funzionaria pubblica che opera all’interno della magistratura genovese e che, fino a poco tempo fa, sedeva nei banchi della maggioranza che sostiene la sindaca Silvia Salis. Di fronte a questa valanga verbale, i consiglieri di Lega e Forza Italia non hanno esitato a chiedere un intervento chiarificatore della prima cittadina, definendo il post una mancanza di rispetto verso un che storicamente interviene nelle emergenze del territorio, dalle alluvioni alle calamità naturali.

La presa di distanza e il ‘fuoco amico’

In attesa di una reazione formale del Comune, che già deve gestire le critiche degli ambulanti per la sospensione dei mercati di via Tortosa e piazza Terralba (decisione ritenuta necessaria per la sicurezza dal Coc), Avs Genova ha però cercato di arginare i danni. In una nota ufficiale, il partito ha specificato che “quanto espresso rappresenta una considerazione personale e non la posizione politica” del gruppo, aggiungendo che chi riveste responsabilità pubbliche dovrebbe usare maggiore attenzione nella comunicazione social. La funzionaria, dal canto suo, non ha ritirato il tiro: anzi, replicando agli insulti ricevuti, ha ribadito che le reazioni degli alpini (o ex tali) dimostrerebbero la fondatezza della sua critica. Un’uscita, quest’ultima, che ha allontanato ulteriormente la possibilità di una riappacificazione verbale.

Disagi urbani e sicurezza: il contesto dell’Adunata

Per comprendere la scintilla, bisogna però inquadrare il clima cittadino. L’arrivo dell’Adunata, prevista dall’8 al 10 maggio, ha infatti costretto l’amministrazione Salis a mettere in campo provvedimenti straordinari che stanno facendo discutere non solo la politica ma anche le categorie economiche. Oltre alla già citata sospensione dei mercati, che ha scatenato la protesta dell’Anva (Confesercenti) per la mancata concertazione preventiva, sono previste la chiusura degli istituti scolastici in alcune zone e limitazioni alla viabilità pesante. Se da un lato il Comune parla di misure indispensabili per gestire il “raddoppio” della popolazione residente, dall’altro gli ambulanti si vedono negare quella che definivano un’“opportunità di guadagno” legata al grande afflusso di pubblico. In questo clima di tensione pre-evento, il post della funzionaria ha finito per catalizzare tutte le rabbie latenti.

Doveri di riservatezza e contraddizioni di ruolo

L’aspetto forse più delicato della vicenda, al di là della semplice polemica politica, riguarda la sovrapposizione tra l’incarico in Procura e il linguaggio utilizzato. Una funzionaria che ogni giorno maneggia procedimenti giudiziari e rappresenta in qualche modo lo Stato davanti ai cittadini si è lasciata andare a un lessico da piazza, attaccando un evento istituzionale. Sebbene la libertà di espressione sia un diritto sacrosanto, i partiti di opposizione hanno sottolineato come certi toni – “sporcano, bevono, fanno casino” – stridevano con l’immagine di rigore e imparzialità che ci si aspetterebbe da chi lavora nel palazzo di giustizia. La sindaca Salis, che in passato aveva già dovuto gestire scossoni interni alla maggioranza, si trova ora a mediare tra la richiesta di “distanziamento netto” avanzata dal centrodestra e la necessità di non bruciare una figura che, fino a qualche mese fa, era candidata nella sua stessa area politica.

Meta Description: Polemica a Genova per il post di Lorena Lucattini (funzionaria di Procura ed ex Avs) contro il raduno degli Alpini. Le reazioni politiche e le conseguenze.

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