Nazionale paralimpica di calcio bloccata a Fiumicino, EasyJet nega l’imbarco: “Troppe carrozzine”

Nazionale paralimpica di calcio bloccata a Fiumicino, EasyJet nega l’imbarco: “Troppe carrozzine”
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Niente volo per Glasgow, niente torneo internazionale di preparazione ai mondiali. La Nazionale italiana di Powerchair Football, il calcio paralimpico giocato su carrozzine elettriche, è rimasta a terra all’aeroporto di Fiumicino per un diniego dell’ultimo minuto da parte di EasyJet. La compagnia aerea, nonostante le autorizzazioni ricevute e i documenti inviati dalla Federazione italiana paralimpica powerchair sport (Fipps) fin dallo scorso aprile, ha comunicato l’impossibilità di imbarcare tutte e dodici le carrozzine della delegazione: sei per la mobilità quotidiana e sei da gara.

Una decisione che ha costretto gli atleti, tra cui Lorenzo Salvaderi, sedicenne alla prima convocazione ufficiale, a rinunciare alla trasferta.

Il diniego al gate

Il volo diretto a Glasgow, dove la squadra azzurra avrebbe dovuto disputare un torneo contro Inghilterra, Francia e Danimarca, era previsto in partenza alle 11.55 di lunedì. Ma alle 10.15, quando la delegazione era già al gate pronta per imbarcarsi, la compagnia ha opposto il veto. La motivazione, come riportato dal Comitato italiano paralimpico (Cip), è legata alle caratteristiche tecniche dell’aeromobile, un Airbus A320, che secondo EasyJet poteva trasportare al massimo cinque carrozzine, non sei.

Per la Federazione, che aveva già ottenuto la formale autorizzazione al trasporto ad aprile e aveva inviato una comunicazione via Pec prima della partenza per scongiurare ogni disguido, l'accaduto è incomprensibile.

La soluzione “surreale” e il triplo danno

Per cercare di risolvere l’impasse, la compagnia low cost ha proposto una soluzione che il Cip ha definito “surreale”: dividere la squadra, lasciando a terra un atleta e spedendo le carrozzine da competizione su un altro volo con destinazione Edimburgo. Una proposta giudicata impraticabile, che avrebbe separato gli atleti dagli ausili indispensabili per gareggiare.

Il presidente del Comitato, Marco Giunio De Sanctis, ha parlato di “vergogna inaccettabile”, sottolineando come le carrozzine non siano un bagaglio ingombrante ma “l'estensione del proprio corpo”. L’episodio ha provocato un triplo danno: umano, per i sacrifici degli atleti; sportivo, per la preparazione ai Mondiali in Argentina; ed economico, con una perdita per i bilanci federali stimata in oltre 20.000 euro.

Reazioni politiche e indagini

L’accaduto ha suscitato la dura reazione del governo. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha definito il fatto “di una gravità estrema”, “inconcepibile e inaccettabile”. Anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli si è espressa con parole durissime, definendo l’episodio “gravissimo” e chiedendo alla compagnia di chiarire la propria posizione.

L’Enac ha aperto un’indagine per verificare eventuali inadempienze e violazioni della normativa europea sul trasporto dei passeggeri a ridotta mobilità, contattando immediatamente EasyJet che ha assicurato piena collaborazione e l'invio di una relazione dettagliata.

La posizione di EasyJet

In una nota ufficiale, la compagnia aerea si è detta “profondamente dispiaciuta per l'esperienza” della Nazionale, annunciando di aver avviato un’indagine interna per ricostruire l'accaduto e di essere in contatto con i passeggeri per trovare una soluzione. Il vettore ha ribadito che rendere il viaggio aereo accessibile a tutti è una priorità e che la vicenda viene presa con la massima serietà.

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