EasyJet blocca l’imbarco degli atleti paralimpici a Fiumicino: scatta l’indagine Enac
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il caso EasyJet e gli atleti paralimpici bloccati a Fiumicino arriva sul tavolo dell’Enac, che ha avviato un’indagine sul mancato imbarco della Nazionale Italiana di Powerchair Football diretta a Glasgow. La squadra azzurra, composta da sei atleti, non è riuscita a partire con il volo EZY3132 previsto dall’aeroporto romano verso la Scozia, dove avrebbe dovuto partecipare a un torneo internazionale in preparazione dei prossimi Campionati del Mondo in Argentina. La vicenda è diventata un caso dopo la denuncia del Comitato Italiano Paralimpico e le verifiche richieste sulla gestione dell’assistenza e del trasporto delle carrozzine.
Il mancato imbarco della Nazionale Powerchair a Fiumicino
Secondo la ricostruzione fornita dal Comitato Italiano Paralimpico, la Federazione italiana paralimpica powerchair sport aveva richiesto già dallo scorso aprile l’autorizzazione a EasyJet per il trasporto dei sei atleti con disabilità, delle carrozzine utilizzate per la mobilità quotidiana e delle sei carrozzine speciali da gioco. Nonostante le autorizzazioni fossero state ottenute in precedenza, alla squadra è stata negata la possibilità di salire sull’aereo diretto a Glasgow. La motivazione indicata riguarda la disponibilità di spazio per le carrozzine a bordo, con la compagnia che avrebbe comunicato la possibilità di trasportarne al massimo cinque.
Il Comitato Italiano Paralimpico ha espresso forte indignazione per quanto accaduto all’aeroporto di Roma Fiumicino, definendo l’episodio relativo alla Nazionale Italiana di Powerchair Football un fatto grave per gli atleti coinvolti. Nel comunicato del Cip viene sottolineato che la squadra avrebbe dovuto prendere parte a un appuntamento internazionale importante in vista dei prossimi Campionati del Mondo in Argentina. La mancata partenza ha quindi impedito agli atleti di raggiungere il torneo previsto in Scozia, dopo una preparazione organizzativa che, secondo la Federazione, era iniziata mesi prima.
Le verifiche di Enac e la posizione di Aeroporti di Roma
Sulla vicenda è intervenuta anche Aeroporti di Roma, il gestore dello scalo di Fiumicino, che ha espresso piena vicinanza agli atleti della Nazionale Italiana Powerchair Football. Adr ha comunicato di aver effettuato immediatamente le verifiche sul caso e ha spiegato che le assistenze dei sei atleti paralimpici in partenza con il volo per Glasgow risultavano regolarmente pre-notificate alla società ADR Assistance in data 18 luglio. Il gestore aeroportuale ha quindi fornito il quadro delle procedure di assistenza previste per la partenza della squadra.
L’indagine avviata dall’Enac dovrà approfondire gli elementi legati al mancato imbarco e alle procedure applicate nella gestione del viaggio della Nazionale Powerchair. La vicenda coinvolge diversi aspetti, dalla richiesta di trasporto delle attrezzature alla disponibilità effettiva delle soluzioni necessarie per consentire agli atleti di partire. Al centro delle verifiche resta il mancato raggiungimento di Glasgow da parte della squadra italiana, che avrebbe dovuto partecipare al torneo internazionale programmato come fase di preparazione sportiva.
Il viaggio verso Glasgow saltato e il confronto con EasyJet
La Nazionale italiana di Powerchair Football è rimasta bloccata a Fiumicino dopo che EasyJet ha negato l’imbarco agli azzurri paralimpici. La compagnia aerea è stata chiamata in causa dopo la segnalazione della Federazione e del Comitato Italiano Paralimpico, mentre l’episodio ha portato all’apertura dell’istruttoria da parte dell’autorità competente. La squadra avrebbe dovuto raggiungere Glasgow per disputare un torneo internazionale e proseguire il percorso di avvicinamento ai Campionati del Mondo in Argentina.
La vicenda riguarda il trasporto di sei atleti, delle carrozzine personali e delle sei carrozzine speciali da gioco utilizzate nella disciplina del Powerchair Football. Dopo la mancata partenza, sono state avviate le verifiche sui passaggi organizzativi che avevano preceduto il volo e sulle comunicazioni tra la Federazione, la compagnia aerea e i servizi aeroportuali. Il caso resta legato alla possibilità per la Nazionale di partecipare all’appuntamento sportivo previsto a Glasgow.




