La flotilla per Gaza salpa da Barcellona tra sostegni e polemiche
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Redazione Interno
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La Global Sumud Flotilla ha levato l’ancora dal Moll de la Fusta a Barcellona nel primo pomeriggio di ieri, carica di tonnellate di aiuti umanitari destinati a Gaza, un obiettivo che i partecipanti, pur consci delle enormi difficoltà, definiscono senza esitazione un "sogno". Tra i volontari, determinati a sfidare il blocco navale israeliano, spicca la figura di Ada Colau, ex sindaca della città catalana e attivista di lungo corso, che ha abbandonato temporaneamente i figli per imbarcarsi in una missione della quale ignora la durata e gli esiti.
Il sostegno all’iniziativa arriva da più parti, incluso quello, autorevole, di Francesca Albanese, relatrice speciale Onu, la quale ha dichiarato che la missione è "pienamente conforme al diritto internazionale". Secondo la sua analisi giuridica, qualsiasi tentativo di fermare o intercettare le imbarcazioni in acque internazionali configurerebbe una palese violazione della libertà di navigazione, principio cardine del diritto marittimo universalmente riconosciuto.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, manifestando un netto scisma nelle posizioni. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, pur dichiarando che "le missioni umanitarie sono benvenute", ha operato una netta distinzione, condannando con forza quelle che ha definito, senza mezzi termini, espressioni di "caccia all'ebreo", riferendosi a episodi di ostilità verso cittadini israeliani nel mondo.




