La missione umanitaria per Gaza salpa dalla Sicilia tra proteste e misure di sicurezza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Global Sumud Flotilla, una coalizione di navi civili, ha dato inizio alla sua missione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza con la partenza di tre imbarcazioni a vela dal porto di Siracusa. L’operazione, che vede il coinvolgimento attivo di diverse organizzazioni, è salpata alla presenza di circa duecento persone, le quali, radunatesi sul molo, hanno mostrato il proprio sostegno all’iniziativa esponendo bandiere palestinesi e manifesti di protesta.

L’obiettivo immediato della flottiglia italiana, che include anche la nave di Emergency, è quello di ricongiungersi ad altre quindici imbarcazioni già presenti nel porto di Augusta; un passaggio logistico cruciale prima della successiva partenza verso un punto di incontro, non divulgato per motivi di sicurezza, con i contingenti partiti dalla Grecia, dalla Spagna e dalla Tunisia. La missione, che si propone di violare il blocco navale israeliano per portare aiuti alla popolazione civile, è divenuta il perno di un più ampio movimento di protesta.

Proprio per “difendere” questa operazione, è stata infatti indetta per il 22 settembre una giornata di sciopero generale che intende bloccare porti, stazioni e autostrade. L’annuncio è stato fatto a Genova nel corso di un’assemblea promossa, tra gli altri, dai lavoratori portuali, dal sindacato Usb e da Music for Peace; un evento che ha registrato una partecipazione così massiccia da rendere necessari altoparlanti aggiuntivi all’esterno della sala, trasformando di fatto la conferenza in un comizio.

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