Incendio all'Inalca di Reggio Emilia: fiamme e paura di una nube tossica
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Redazione Interno
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Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio, un vasto incendio è divampato nello stabilimento Inalca di Reggio Emilia, situato in via Due Canali, noto per la lavorazione delle carni. Le fiamme, che hanno avvolto la struttura in pochi minuti, hanno generato una densa colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, costringendo i vigili del fuoco a un intervento massiccio a partire dall’1.30. Squadre provenienti non solo da Reggio Emilia, ma anche da Parma, Modena e Bologna, hanno lavorato senza sosta per domare il rogo, che ha interessato un’area di oltre 50mila metri quadri, causando danni ingenti alla struttura.
Le autorità locali, temendo il rilascio di sostanze tossiche, hanno immediatamente diramato un avviso alla popolazione residente nelle zone limitrofe, invitandola a tenere le finestre chiuse e a evitare di sostare nelle vicinanze dell’impianto. Il Comune di Reggio Emilia, attraverso un messaggio pubblicato su Facebook, ha aggiornato i cittadini sulla situazione, sottolineando l’importanza di seguire le indicazioni per evitare rischi alla salute. Nonostante le preoccupazioni per una possibile nube tossica, al momento non si registrano feriti, anche se i danni materiali appaiono consistenti.
Lo stabilimento Inalca, storico colosso della lavorazione delle carni, rappresenta un pilastro economico per il territorio reggiano, con oltre 400 dipendenti e un indotto che rifornisce supermercati e strutture ospedaliere in tutta Italia. L’incendio, che ha distrutto gran parte della struttura, rischia di avere ripercussioni significative non solo sull’occupazione locale, ma anche sulla filiera produttiva legata al settore alimentare.




