Milano affonda con le borse europee, tra dazi e timori di recessione
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Redazione Economia
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Piazza Affari ha chiuso una delle peggiori sedute degli ultimi anni, trascinando nel rosso anche gli altri mercati continentali, mentre la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina entra in una fase critica. Il Ftse Mib, dopo aver toccato un calo del 7,1% nelle prime ore di contrattazione, ha stabilizzato le perdite al 6,53%, portando l’indice a 34.649 punti e cancellando in un solo giorno tutti i guadagni accumulati dall’inizio del 2025. Un tonfo così marcato non si registrava dal crollo seguito agli attacchi dell’11 settembre, segnando una giornata nera non solo per Milano ma per l’intera Europa.
A pesare, oltre alla stretta sui titoli bancari – tradizionalmente influenti nel listino italiano – è stata l’escalation dei dazi annunciati dall’amministrazione Trump, cui Pechino ha risposto con contromisure immediate, applicando tariffe del 34% su una serie di prodotti statunitensi. La mossa, che rischia di innescare una spirale protezionistica, ha alimentato il panico tra gli investitori, già preoccupati per il rallentamento dell’economia globale. Se il petrolio ha accentuato il declino, raggiungendo quotazioni inferiori alle attese, le valute non hanno offerto scampo: l’euro ha oscillato in un contesto di forte volatilità, mentre l’oro – bene rifugio per eccellenza – ha visto aumentare la domanda.
Francoforte e Parigi hanno ceduto rispettivamente il 4% e il 4,5%, mentre Madrid ha superato il -5%, ma nessun listino ha performato peggio di Milano. Tra i titoli più colpiti, quelli del settore finanziario, con Banca MPS e Banco di Desio che hanno perso oltre l’8%, mentre DiaSorin e Nexi hanno chiuso con ribassi superiori al 7%. Anche i big del comparto industriale, come Leonardo, non sono riusciti a sottrarsi al crollo generale, nonostante le prospettive di crescita legate agli ordini militari.
L’effetto contagio si è esteso pure alle piazze asiatiche, dove gli indici principali hanno registrato perdite a due cifre, e alle futures americane, lasciando presagire un’altra seduta difficile per Wall Street. Se alcuni analisti invocano interventi delle banche centrali per calmierare i mercati, altri sottolineano come l’incertezza politica, unita ai dati macroeconomici deludenti, possa prolungare la fase di stallo. Intanto, mentre il governo cinese studia ulteriori ritorsioni, l’Ue valuta se adottare misure difensive, in uno scenario che ricorda sempre più le tensioni commerciali del 2018.
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