La Renault Symbioz supera i 100mila ordini e ora punta sul Gpl con un'autonomia da record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Oltre centomila ordini in tutta Europa rappresentano un biglietto da visita notevole per un modello giovane come la Renault Symbioz, e questo successo – maturato in pochi mesi – ha spinto la casa francese ad ampliare ulteriormente la gamma del suo Sport Utility Vehicle compatto. La novità, presentata in queste settimane e già disponibile negli ordini, si chiama Eco-G 120 ed è una motorizzazione bi-fuel che funziona a benzina e a Gpl, una soluzione tecnica che punta a coniugare l'economia di gestione con una percorrenza chilometrica fuori dal comune. Il cuore di questa versione è un tre cilindri turbo da 1,2 litri, lo stesso che equipaggia altre vetture del gruppo, riadattato per accettare l'alimentazione a gas: la potenza si attesta a 120 cavalli, con una coppia di 200 Nm, ed è abbinata esclusivamente a un cambio manuale a sei marce.

L'autonomia e le soluzioni tecniche del nuovo propulsore

Ciò che colpisce, nei dati diffusi dalla casa, è l'autonomia complessiva dichiarata, che arriva a toccare i 1.400 chilometri nel ciclo WLTP. Un risultato reso possibile dalla presenza di due serbatoi distinti, uno per la benzina da 48 litri e uno per il Gpl da 50 litri, collocato quest'ultimo – particolare non secondario – alloggiato nel vano originariamente destinato alla ruota di scorta, il che significa che la capacità del bagagliaio non viene intaccata e rimane quindi quella generosa di 624 litri che contraddistingue la Symbioz. Il passaggio da un combustibile all'altro è gestito in automatico dalla centralina, senza che il conducente debba intervenire, e questo sistema – ormai rodato da anni su altri modelli del gruppo – consente di ottimizzare i consumi, che la casa indica in 7,2 litri ogni cento chilometri per il Gpl e in 5,9 litri per la benzina. La versione Eco-G 120, inoltre, grazie alle sue caratteristiche emissive (a partire da 116 grammi di CO2 per chilometro) potrà beneficiare in molti contesti urbani, soprattutto in Italia, di agevolazioni come l'accesso alle zone a traffico limitato, visto che rientra nei parametri per la classe ambientale Eco.

Quattro allestimenti e un mercato, quello italiano, molto ricettivo

Renault ha scelto di proporre questa nuova motorizzazione su due dei quattro allestimenti previsti per la Symbioz, che ricordiamo essere lunga 4,41 metri e posizionata nel segmento C. Il nuovo propulsore è disponibile per gli allestimenti Evolution e Techno, mentre per il momento le versioni più ricche e accessoriate, vale a dire la Esprit Alpine e la Iconic, rimangono appannaggio esclusivo delle motorizzazioni Full Hybrid E-Tech da 160 CV e Mild Hybrid da 140 CV. I dati di vendita finora registrati dicono che la versione Techno è la più gettonata in assoluto, raccogliendo il 46 per cento delle preferenze, seguita a ruota – se così si può dire – dalle due varianti di punta, che insieme superano il 33 per cento, mentre l'allestimento d'accesso Evolution si ferma al 18 per cento. Numeri che suggeriscono una clientela propensa a investire su tecnologia e comfort, e che ora potrà valutare se l'attrattiva del Gpl – particolarmente sentita nel nostro paese – riuscirà a spostare gli equilibri verso gli allestimenti intermedi o d'ingresso.

Prezzi e disponibilità della versione Eco-G 120

Con l'introduzione della motorizzazione Eco-G 120, il listino della Symbioz si arricchisce verso il basso, offrendo un prezzo d'attacco più competitivo rispetto alle già note versioni Full Hybrid. La nuova variante bi-fuel parte da 25.900 euro per l'allestimento Evolution, mentre per la versione Techno il prezzo sale a 28.200 euro. Chi volesse confrontare questi valori con le altre motorizzazioni scopre che la Symbioz Mild Hybrid da 140 cavalli parte da 28.250 euro, mentre per accedere alla Full Hybrid E-Tech da 160 cavalli, il modello di maggior successo finora, servono almeno 32.450 euro nell'allestimento Evolution. La casa, dal canto suo, ha già aperto gli ordini per questa nuova interpretazione a Gpl, e le prime consegne sono attese nel secondo trimestre del 2026. Una strategia, quella di ampliare l'offerta con una fonte energetica alternativa e dal costo contenuto, che mira a intercettare una fetta di mercato – quella delle flotte aziendali e dei taxi, ma anche dei privati attenti al portafoglio – che non vuole rinunciare allo spazio e alla modernità di un Suv compatto.

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