Renault Symbioz Eco-G 120: il Gpl come scommessa per un’autonomia da record
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Renault Symbioz allarga la propria gamma con una mossa che, nell’attuale contesto di mercato, sembra rispondere a una domanda precisa: quella di chi cerca un SUV compatto senza però voler rinunciare a un controllo serrato sui costi di esercizio. Il nuovo propulsore Eco-G 120, motorizzazione bifuel a benzina e Gpl, si inserisce nell’offerta del modello andando a occupare uno spazio, quello delle alimentazioni alternative senza ricarica elettrica, che negli ultimi mesi ha riconquistato l’attenzione di una fetta consistente di automobilisti. Sotto il cofano batte il noto tre cilindri da 1,2 litri, capace di erogare 120 cavalli; una meccanica già ampiamente collaudata su altri modelli del gruppo, dalla Captur alla Duster, ma che qui fa il suo esordio assoluto sulla Symbioz.
L’aspetto forse più rilevante di questa nuova variante risiede nella combinazione tra i due serbatoi: quello della benzina e quello, appunto, del Gpl. Grazie a questa doppia alimentazione, l’autonomia complessiva dichiarata tocca quota 1.400 chilometri, un valore che la proietta tra le opzioni più interessanti per chi percorre lunghe tratte senza volersi fermare con frequenza ai distributori. A ciò si aggiunge il dato delle emissioni di CO₂, ferme a 116 grammi al chilometro quando si viaggia a gas, un elemento che incide non solo sul piano ambientale ma anche su quello della fiscalità legata al possesso del veicolo.
La formula bifuel non sacrifica la praticità d’uso
Chi teme che l’installazione dell’impianto Gpl possa penalizzare lo spazio a bordo, in particolare la capacità di carico, troverà in questa versione un dato rassicurante. Il bagagliaio, nonostante la presenza del secondo serbatoio, mantiene una volumetria massima di 624 litri, un valore che la mantiene allineata con le migliori concorrenti del segmento C. L’abitacolo, poi, non subisce stravolgimenti: resta centrale l’offerta tecnologica con il sistema OpenR Link, che integra nativamente i servizi Google, dalla navigazione agli aggiornamenti in tempo reale. Tra gli optional spicca il tetto panoramico Solarbay, una soluzione che, grazie a una tecnologia a cristalli liquidi, permette di regolarne l’opacità senza bisogno di tendine meccaniche.
La strategia commerciale di Renault su questo modello si regge su un’evidenza numerica: la Symbioz ha già superato i 100.000 ordini in tutta Europa, un risultato che conferma come l’approccio del costruttore francese – basato su una piattaforma moderna e su un ventaglio di motorizzazioni differenziato – stia incontrando il favore di una platea ampia di acquirenti. L’arrivo della versione a Gpl non è quindi un semplice ampliamento di gamma, ma un tentativo di intercettare ulteriori segmenti di mercato, in particolare quei conducenti con percorrenze annue elevate per i quali il risparmio sul carburante diventa un fattore discriminante nella scelta.
Un’alternativa al full hybrid che non chiede compromessi
La Symbioz, va ricordato, era già stata lanciata con un’altra architettura di propulsione: il Full Hybrid E-Tech 145, un sistema che punta a massimizzare l’uso della trazione elettrica in città e nei percorsi misti, garantendo consumi contenuti senza mai richiedere la spina per la ricarica. L’arrivo del motore Eco-G 120 affianca dunque questa soluzione, senza sovrapporvisi, offrendo un profilo di utilizzo diverso. Laddove l’ibrido privilegia la fluidità di marcia e il recupero di energia in contesti urbani, il bifuel si fa preferire per chi ha necessità di mantenere basso il costo per chilometro su strade extraurbane e autostrade, dove il Gpl esprime il meglio del suo potenziale economico.
La scelta di proporre un motore a Gpl su un SUV del segmento C non è scontata. Per anni questo tipo di alimentazione è stato confinato a modelli di fascia più bassa o a vetture dal concept decisamente utilitario. Con la Symbioz, invece, l’approccio cambia: si tratta di un veicolo dalla carrozzeria moderna, con una dotazione tecnologica di livello e con un bagagliaio da primato nella categoria, che ora abbina a questi pregi un’autonomia da record. La cifra, insomma, è quella di una mobilità consapevole dei costi, ma senza sconti sul comfort e sull’equipaggiamento.
L’equilibrio tra emissioni, autonomia e costi di gestione
I numeri parlano chiaro: 1.400 chilometri di autonomia complessiva significano, nella pratica, ridurre drasticamente la frequenza dei rifornimenti, un vantaggio non solo economico ma anche in termini di tempo risparmiato. Le emissioni di CO₂ a Gpl, pari a 116 g/km, collocano la vettura in una fascia di favore per quanto riguarda le tassazioni legate all’inquinamento in diversi comuni italiani, dove i veicoli a gas spesso godono di agevolazioni sulla circolazione. L’obiettivo dichiarato dal costruttore, del resto, è chiaro: offrire un’alternativa concreta al caro-carburante, senza costringere l’acquirente a scendere a patti con gli spazi interni o con la dotazione tecnologica.
La scommessa, insomma, è quella di far convivere la praticità di un SUV moderno con l’economicità tipica delle alimentazioni bifuel. E mentre i grandi numeri degli ordini già raccolti in Europa dimostrano che la piattaforma di base ha saputo conquistare la fiducia del pubblico, resta ora da capire quanto questo nuovo motore saprà ampliare ulteriormente il bacino di utenza, intercettando chi finora aveva guardato al Gpl con interesse ma senza trovare un’offerta adeguata nel segmento dei crossover compatti.




