Giulio Pellizzari rivoluziona la Coppa Italia delle Regioni: tre maglie dopo il dominio al Tour of the Alps
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Redazione Sport
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Il giovane marchigiano della Red Bull – Bora – Hansgrohe, classe 2004, ha trasformato la sua vittoria assoluta al Tour of the Alps in un’autentica valanga di punti valevoli per la rassegna ideata da Lega Ciclismo e Conferenza delle Regioni. Le ultime quattro frazioni della breve corsa a tappe alpina, che hanno visto protagoniste le province autonome di Trento e Bolzano, rappresentavano il quinto appuntamento stagionale della Coppa; e, al termine di quei 128,6 chilometri conclusivi da Trento a Bolzano, ci si è ritrovati con un nuovo dominatore delle classifiche. Pellizzari, che aveva già annunciato alla vigilia il suo feeling speciale con questa gara («È la corsa che mi ha fatto capire di poter essere un corridore ad alti livelli»), ha messo il sigillo su una prestazione che mancava all’Italia da tredici anni – quando al Giro del Trentino a trionfare fu Vincenzo Nibali – e che adesso gli vale la maglia blu Unioncamere della classifica generale individuale.
Una rimonta nei punteggi che premia l’agonismo sulle rampe altoatesine
Il meccanismo della Coppa Italia delle Regioni, lo ricordiamo, premia la costanza e la capacità di incidere nelle fasi cruciali delle gare: i 164 punti accumulati da Pellizzari lo proiettano al comando della generale, scavando un solco significativo nei confronti di inseguitori del calibro di Tommaso Dati (Team Ukyo), fermo a 130 punti, e del giovane Davide Donati (Red Bull – Bora – Hansgrohe Rookies) a 110. Non si tratta, però, dell’unico primato per il corridore nativo di Camerino. La classifica degli scalatori lo vede saldamente in vetta con 80 punti, frutto di quelle accelerazioni sulla salita di San Genesio e sul Montoppio che hanno spezzato la resistenza del duo della Ineos Grenadiers composto da Egan Bernal e Thymen Arensman; analogo discorso per il ranking della combattività, dove Pellizzari comanda con 70 punti, a dimostrazione di uno stile di corsa mai rinunciatario e sempre votato all’attacco.
L’ombra della sicurezza e il ricordo di Sara Piffer fanno da sfondo ai numeri
Se i numeri raccontano di un’ecatombe di primati – il ventenne è in testa addirittura a quattro graduatorie se si considera il pareggio nel trofeo dei giovani con Luca Paletti –, il contesto in cui si sono svolte le ultime tappe aggiunge un peso specifico ulteriore a questa affermazione. La carovana del Tour of the Alps ha infatti attraversato luoghi resi tristi dalla cronaca, e la macchina organizzativa ha voluto dedicare un’attenzione particolare alla sicurezza. Lo speciale “Traguardo Sicurezza”, voluto dal ministro dello Sport Andrea Abodi, era stato posizionato simbolicamente davanti all’abitazione di Sara Piffer, la ciclista scomparsa lo scorso anno, e in quella circostanza a imporsi era stato proprio Tommaso Dati. La classifica di questo speciale premio vede ora in testa Davide Donati, a pari merito con Diego Ulissi a quota 60 punti, a testimonianza di come la competizione si sia intrecciata con un messaggio di responsabilità collettiva.
La Bardiani guida la classifica a squadre in un ciclismo che cambia passo
Osservando il quadro completo della classifica a squadre, emerge il dominio della Bardiani CSF 7 Saber, che con 253 punti distanzia la MBH Bank CSB Telecom Fort (203) e la Solution Tech Nippo Rali (196). Un dato, questo, che riflette la profondità di un movimento giovanile italiano in fermento: se Pellizzari è il faro, la sua scia è seguita da tanti altri atleti cresciuti nel vivaio delle rappresentative regionali. Il marchigiano, spianando la strada su San Genesio e tagliando il traguardo in solitaria a Bolzano in piazza Tribunale, ha insomma ribaltato gli equilibri di una Coppa che, dopo questo fine settimana, dovrà fare i conti con un nuovo punto di riferimento assoluto. Le graduatorie, aggiornate dopo l’exploit nelle valli trentine e altoatesine, raccontano ora la storia di una leadership chiara, costruita metro dopo metro sulle rampe più dure d’Europa.




