Ligabue battezza l’Unipol Dome tra lambrusco, pop corn e l’inedito contro la violenza sulle donne

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   I tre anelli esterni della grande arena circolare, illuminati a festa, lo annunciavano già da lontano: «Ligabue - La prima notte - Unipol Dome 6 maggio», a scorrere sulle strisce led della facciata. Ed è stato proprio lui, il rocker di Correggio, a tenere a battesimo la nuova Arena Santa Giulia, astronave da 16mila posti planata in mezzo al nulla nella periferia est di Milano, verificando che fosse a prova di rock una struttura che, dopo aver ospitato le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali dello scorso febbraio, promette di essere all’altezza dei grandi eventi musicali internazionali. Se durante i Giochi c’era il ghiaccio per le partite di hockey, Luciano Ligabue ne ha sciolto gli ultimi residui portando il calore di una festa in musica; va detto che il battesimo è riuscito perfettamente, nonostante le polemiche dei mesi scorsi quando le immagini della pioggia infiltrata dal tetto – documentate da Striscia la Notizia – avevano gettato un’ombra sulla tenuta del nuovo gioiello di Santa Giulia.

Un’apertura tra sold out e un parcheggio da 2.750 posti

La data del 6 maggio si è rivelata un pienone, con i 16mila spettatori presenti a decretare il tutto esaurito per l’evento intitolato “La Prima Notte – Music Opening Ceremony”. A differenza dei mesi scorsi, quando l’accessibilità era stata un cruccio per gli spettatori delle partite olimpiche, all’esterno il colpo d’occhio è ancora quello di un quartiere in piena trasformazione; tuttavia, è stato attivato il nuovo parcheggio di nove livelli con una capienza di 2.750 posti auto, mentre chi arriva con i mezzi pubblici deve armarsi di pazienza utilizzando l’Arena Shuttle da Rogoredo M3 o il tram 27. Laddove durante le Olimpiadi dominava l’hockey su ghiaccio, ora la pista è stata smantellata lasciando spazio a una sistemata generale delle poltroncine – definite già più comode di quelle dell’Unipol Forum – e a una scenotecnica avvolgente e calda, con un’acustica che si rivelerà un plus fondamentale rispetto agli altri palazzetti sportivi italiani.

Lambrusco e pop corn: la ritualità dell’artista

Sul palco, a fare da contrappunto alla scaletta ricca di hit – dove spiccano “Balliamo sul mondo”, “Certe notti” e l’immancabile “Non cambierei questa vita con nessun’altra” – non è mancato un gesto quasi scaramantico da parte di Ligabue, il quale ha voluto omaggiare la nuova casa della musica con lambrusco e pop corn, quasi a ribadire che il rock, nonostante le architetture avveniristiche, ha ancora bisogno di ritualità semplici e genuine. Ad accompagnarlo in questa cavalcata elettrica c’erano i fedelissimi della sua band, tra i quali spiccano i chitarristi Fede Poggipollini e Niccolò Bossini, oltre al figlio Lenny Ligabue alla batteria, mentre la serata si è arricchita di prestigiosi ospiti come Giuliano Sangiorgi (per “Vivo Morto o X”), Luca Carboni (che ha duettato in “Sogni di R’n’r”) ed Emma, la quale ha interpretato “Quella che non sei”.

Un inedito per “Una Nessuna Centomila”

Il momento di maggiore intensità, tuttavia, si è concretizzato con la performance di un brano inedito intitolato “Nessuno è di qualcuno”, che Ligabue ha scritto e dedicato al tema della violenza contro le donne. Presentando il pezzo, l’artista ha ricordato come le statistiche raccontino che “una donna, una ragazza su tre in Italia ha subito violenza fisica o violenza sessuale o entrambe”, aggiungendo di aver scritto quella canzone per tutte loro. A sorpresa, è salita sul palco anche Fiorella Mannoia per annunciare il ritorno dell’evento benefico “Una Nessuna Centomila” all’Arena di Verona il 21 settembre, e per sottolineare – insieme a Ligabue – che la battaglia contro il femminicidio non è una guerra tra donne e uomini, ma un percorso culturale che ha bisogno del supporto di tutti. I diritti del brano, è stato confermato, verranno devoluti proprio alla Fondazione omonima, trasformando quel debutto in un atto di responsabilità sociale oltre che in un trionfo musicale.

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