Influenza, Bassetti: «Si è vaccinato un italiano su 5, gli altri si arrangino»
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Redazione Salute
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Mentre la curva dei contagi impenna, toccando nella settimana prima di Natale oltre ottocentosedicimila casi, la riflessione amara di Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, risuona come un monito inascoltato. «Ci chiediamo come salvare il Natale, ma pochi si vaccinano», ha dichiarato il professore, sottolineando con una punta di frustrazione come l'allarme per una stagione impegnativa fosse stato lanciato già da agosto, senza però trovare un'adeguata risposta nella popolazione. La definizione «Flunami», coniata per descrivere l'impatto dell'ondata influenzale, sembra oggi drammaticamente calzante, se si considera che a proteggersi è stato soltanto un cittadino su cinque. Una scelta, o una negligenza, che lascia scoperti quattro italiani su cinque, i quali, secondo l'infettivologo, dovranno in un certo senso «arrangiarsi» di fronte a un virus particolarmente aggressivo e diffuso.
Il picco festivo e la variante K
Il picco stagionale, atteso tradizionalmente per gennaio, ha invece anticipato i suoi tempi, concentrandosi proprio nel cuore delle festività, tra Natale e Capodanno. Un accelerazione favorita, come spiegato dagli esperti, dalla circolazione predominante della cosiddetta variante K del ceppo A/H3N2, responsabile da sola di più della metà dei contagi accertati. Questo anticipo, unito alla maggiore contagiosità, ha creato una tempesta perfetta, trasformando gli appuntamenti sociali e i cenoni in potenziali occasioni di diffusione del virus, un aspetto sul quale gli infettivologi hanno più volte richiamato l'attenzione, invitando a una cautela che spesso è mancata.
Riconoscere i sintomi e la regola delle "tre L"
Oltre alla febbre, che rimane un segnale cardine, la sintomatologia legata a questi virus si presenta in modo subdolo, comprendendo spesso altri due elementi distintivi come forti dolori muscolari e articolari e una tosse particolarmente persistente. Per affrontare l'infezione, qualora essa si manifesti, il consiglio medico si cristallizza in poche, semplici regole. La dottoressa Melania De Nichilo Rizzoli, ad esempio, suggerisce di ricorrere alla mnemonica regola delle «tre L»: letto, inteso come riposo assoluto; latte, simbolo di un'alimentazione leggera e idratante; e lana, ovvero la necessità di mantenersi al caldo. Un protocollo domestico che, se applicato con rigore, può aiutare l'organismo a superare la fase acuta.
Uno strumento per l'autovalutazione
Per tentare di districarsi tra i malanni di stagione e un possibile caso di influenza, gli specialisti hanno anche proposto uno strumento di autovalutazione basato su un questionario a punteggio. Il percorso, articolato in domande mirate sulla sintomatologia, assegna un totale che orienta la diagnosi: superata una certa soglia, è altamente probabile che si tratti proprio di influenza; al di sotto di un'altra, è verosimile che l'agente infettivo sia differente; mentre un range intermedio indica una zona d'ombra che richiede, in caso di persistenza, un parere medico. Uno strumento che, tuttavia, non sostituisce la visita specialistica ma che può offrire un primo, utile orientamento in un momento di saturazione dei servizi.




