Le borse europee riprendono fiato, Milano chiude in rialzo del 2,4% dopo il crollo dei giorni scorsi
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Redazione Economia
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Dopo tre sedute consecutive di pesanti perdite, i mercati finanziari europei hanno trovato un temporaneo sollievo, con Piazza Affari che ha chiuso ieri in netto rialzo, segnando un +2,4%. Un recupero che, seppur parziale, interrompe l’emorragia scatenata dall’annuncio dei nuovi dazi commerciali voluti da Donald Trump, i quali avevano bruciato circa 10mila miliardi di capitalizzazione a livello globale. Non è ancora chiaro se si tratti di un semplice rimbalzo tecnico – il cosiddetto rimbalzo del gatto morto – o dell’inizio di una timida inversione di tendenza, ma i numeri parlano di una giornata in controtendenza rispetto alle ultime.
L’indice Ftse-Mib di Milano, dopo aver toccato un picco del +3,5% in mattinata, si è assestato su guadagni più moderati, favorito anche dall’apertura positiva di Wall Street. Stessa dinamica per le altre piazze europee: Londra ha chiuso con un +2,78%, Francoforte con un +2,93% e Parigi con un +2,50%. A trainare il mercato, in particolare, i titoli del settore auto, con Volkswagen che ha annunciato consegne in crescita e Stellantis in ripresa dell’1,6%, mentre Iveco ha segnato un +0,85%.
Non tutti i comparti, però, hanno beneficiato della tregua. I farmaceutici e i titoli legati all’energia – con il petrolio ancora in calo – hanno continuato a subire pressioni, mentre Francoforte, nonostante il rimbalzo, rimane una delle borse più penalizzate negli ultimi giorni, avendo chiuso precedentemente in rosso del 2,5%.
Sullo sfondo, l’incertezza legata alle politiche commerciali degli Stati Uniti, con i nuovi dazi reciproci che entreranno in vigore il 9 aprile, applicando aliquote differenziate e una tariffa minima del 10%. Trump, dal canto suo, ha lasciato intendere di attendere una «telefonata» dalla Cina per trovare un’intesa, ma senza fornire segnali concreti di distensione. Intanto, l’euro si mantiene stabile a 1,0918 contro il dollaro, in un contesto di altissima volatilità dettata dalle tensioni commerciali.




