Marocco ai quarti, Canada travolto 3-0: festa nelle piazze italiane per i Leoni dell'Atlante

Marocco ai quarti, Canada travolto 3-0: festa nelle piazze italiane per i Leoni dell'Atlante
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Redazione Sport Redazione Sport   -   La cavalcata del Marocco ai Mondiali del 2026 non conosce soste e il traguardo dei quarti di finale, raggiunto dopo aver superato il Canada con un perentorio 3-0, ha scatenato l'entusiasmo dei tifosi marocchini anche in Italia, dove le comunità di Lugo e Caltanissetta sono scese in piazza per celebrare l'ennesima impresa della propria nazionale.

La selezione allenata dal ct Walid Regragui, che quattro anni fa aveva già regalato al calcio africano un risultato storico raggiungendo le semifinali, ha confermato il proprio valore sul campo di Houston.

Di fronte a una rappresentativa canadese che, nonostante il sostegno ideale dei tanti connazionali presenti sugli spalti, si è presentata con un atteggiamento aggressivo nei primi minuti, i Leoni dell'Atlante hanno saputo attendere il momento giusto per colpire. La partita, valida per gli ottavi di finale, si è sbloccata nella ripresa grazie alla doppietta di Azzedine Ounahi, il centrocampista che con le sue incursioni ha spezzato l'equilibrio al 50' e poi al 82', prima del sigillo finale di Sofiane Rahimi arrivato in pieno recupero, al 98', a suggellare il dominio della squadra nordafricana.

Una vittoria costruita con pazienza e cinismo

Contrariamente a quanto si potesse immaginare alla vigilia, il primo tempo non ha offerto le scorribande che molti si aspettavano da parte del Marocco. L'undici di John Herdman, ex ct del Canada femminile, è sceso in campo con un piglio battagliero e in almeno due circostanze ha seriamente messo in difficoltà Yassine Bounou, il portiere marocchino che già in passato si era reso protagonista di parate decisive per la fortuna della sua nazionale.

Il Marocco, dal canto suo, ha gestito la pressione con intelligenza, mostrando quella maturità che contraddistingue le grandi squadre e che, in un torneo come quello mondiale, può fare la differenza tra un'uscita precoce e un cammino lungo e glorioso. La fase iniziale, caratterizzata da un gioco più speculativo, ha lasciato spazio nella seconda frazione a un ritmo completamente diverso, con il Marocco che ha alzato il baricentro e capitalizzato al meglio le occasioni create.

Festa a Lugo e Caltanissetta per il trionfo marocchino

Il risultato ottenuto a Houston ha avuto immediata eco nelle strade italiane, dove le comunità marocchine hanno trasformato il centro storico di alcune città in un tripudio di colori e suoni. A Lugo, cittadina dell'Emilia-Romagna, decine di tifosi si sono riversati sulle strade principali per festeggiare il successo, con un concerto di clacson e bandiere rosse dalle quali spiccava la stella verde che da sempre rappresenta il simbolo del calcio marocchino.

Scene molto simili si sono registrate anche a Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, dove Corso Umberto è stato letteralmente preso d'assalto da una folla festante che ha voluto rendere omaggio a una nazionale che, partita quasi in sordina, sta dimostrando di poter competere ad armi pari con le potenze del calcio mondiale. La vittoria sul Canada non è stata solo un risultato sportivo, ma un vero e proprio evento identitario capace di unire, in una celebrazione collettiva, migliaia di persone lontane dalla madrepatria.

Un percorso da protagonista tra difficoltà e imprese

Il cammino del Marocco in questi Mondiali americani non è stato privo di ostacoli, anzi. Inserita in un girone che sulla carta presentava insidie non indifferenti con Haiti, Scozia e la temutissima Brasile, la squadra di Regragui ha saputo alternare momenti di grande spettacolo a dimostrazioni di pura resilienza. La capacita di strappare un pareggio all'Olanda nei secondi finali del match, per poi avere la meglio ai calci di rigore grazie agli interventi decisivi di Bounou, ha rappresentato il momento di svolta psicologico che ha caricato l'ambiente in vista della fase a eliminazione diretta.

Contro il Canada, poi, la prestazione è stata di quelle che lasciano il segno, non solo per il risultato ma per la maniera in cui è stato costruito: cinismo sotto porta e una solidità difensiva che ha annullato le velleità offensive degli avversari, confermando che questa squadra ha i mezzi per puntare molto in alto in questo torneo.

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