Milano, la maratona parla keniano ed etiope: Kibiwott e Chekole dominano la 24esima edizione
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Redazione Sport
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Le lancette segnavano da poco le otto e un quarto, quando il fragore della folla ha rotto il silenzio di Corso Sempione per dare il via alla ventiquattresima edizione della Wizz Air Milano Marathon. Sotto un cielo coperto ma con la temperatura ideale di quindici gradi – una condizione, questa, che favorisce la resa atletica ma trattiene i meno allenati sui divani di casa – oltre quindicimila partecipanti hanno invaso le strade del capoluogo lombardo, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto per lo sport mondiale. Se il numero degli iscritti segna un nuovo record di partecipazione, sono stati i tempi cronometrici a regalare le emozioni più intense, con il via vai di atleti provenienti da ogni angolo del globo che ha restituito un verdetto tecnico di altissimo livello.
Un dominio senza appello per il Kenya nella gara maschile
La corsa maschile ha assunto sin dai primi chilometri i contorni di una passerella per i velocisti africani, capaci di imporre un ritmo insostenibile per gran parte degli inseguitori. A spuntarla è stato il keniano Vitalis Kibiwott, il quale con il tempo di 2 ore, 6 minuti e 35 secondi (il secondo miglior crono mai registrato nella storia di questa competizione) ha messo la propria firma sull’albo d’oro. La sua prestazione è apparsa solida e controllata; lo si è visto gestire le energie senza mai concedere varchi agli avversari diretti. Alle sue spalle, a completare un podio interamente keniota, sono giunti Amos Kiplagat (secondo in 2h08’14”) e Laban Kiplimo (terzo in 2h08’23”). Entrambi hanno dovuto arrendersi alla superiorità schiacciante del connazionale, confermando la tradizione di eccellenza che il proprio paese vanta nelle gare di lunga distanza.
L’Etiopia risponde con Chekole, record italiano per Chevrier
Se tra gli uomini il Kenya ha dettato legge, nella sezione femminile è stata l’Etiopia a monopolizzare la scena. La vittoria è andata a Yeshi Kalayu Chekole, che con un tempo di 2h20’15” ha realizzato il miglior crono stagionale sul suolo italiano e il secondo di sempre alla Milano Marathon. Dietro di lei, le connazionali Eebbisee Addunyaa Ideessaa e Sintayehu Tilahun Getahun hanno completato un podio che lascia poco spazio all’immaginazione sulla provenienza geografica del talento attuale. In mezzo a questo tripudio africano, c’è spazio per annotare la prova dell’azzurro Xavier Chevrier; l’italiano, al debutto sulla distanza regina, ha chiuso in nona posizione, dimostrando una crescita costante e regalando un motivo di orgoglio alla scena locale.
Numeri da record e solidarietà al traguardo di piazza Duomo
L’evento, che ha visto la partenza da Corso Sempione e l’arrivo nell’iconica cornice di piazza Duomo, ha rappresentato molto più di una semplice gara. La carica dei quindicimila runner – molti dei quali provenienti dall’estero, a testimonianza dell’appeal internazionale della manifestazione – ha colorato i quartieri, mentre i riflettori si accendevano anche sulla dimensione solidale. Accanto agli atleti d’élite, famiglie e appassionati si sono cimentati nelle staffette, il cui ricavato è stato devoluto a circa centoquaranta organizzazioni non profit. Un fine settimana, insomma, che ha saputo coniugare l’agonismo di vertice con la partecipazione popolare, il tutto condito da un’organizzazione che, nonostante i numeri imponenti, ha gestito senza intoppi la logistica di una delle manifestazioni sportive più amate del panorama nazionale.




