Maratona di Roma, il keniano Rutto si ripete e Kibiwot firma il record
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sono le otto e dieci di questa mattina quando il colpo di pistone – o meglio, il fragore sordo dei trentaseimila piedi che si sollevano in sincrono – dà il via ufficiale alla trentunesima edizione dell’Acea Run Rome The Marathon. La cornice è quella, immutabile e solenne, dei Fori Imperiali: un teatro a cielo aperto che per l’occasione si veste a festa, accolto da una tradizione che ormai si rinnova puntuale, quella del Gruppo Storico della Legione Romana. I loro passi cadenzati hanno aperto la strada verso la linea di partenza, mentre la Banda musicale del di Polizia di Roma Capitale, accompagnata dalla voce del mezzo soprano Isabella Amati, intonava l’inno di Mameli. Si tratta di una marea umana composta da atleti provenienti da centosessantasei Paesi, un afflusso che da giorni anima il villaggio espositivo allestito al Circo Massimo e che oggi ha preso possesso delle strade, trasformando il centro storico in un percorso di oltre quarantadue chilometri.
Un duello keniano nel cuore archeologico
La competizione maschile ha regalato una volata dal sapore amaro per il secondo classificato, con il favorito della vigilia a fare valere la legge del più forte. Asbel Rutto, già vincitore nel 2024, ha messo il suo sigillo sulla capitale per la seconda volta consecutiva, fermando il cronometro sul tempo di 2h06'32". Una prestazione che sfiora il record personale dello stesso Rutto, ma sufficiente a tenere a distanza di sicurezza il connazionale Henry Tukor Kichana, giunto al traguardo appena quattro secondi più tardi, con 2h06'36". L’etiope Lencho Tesfaye Anbesa, terzo classificato, ha completato il podio con un distacco più netto, chiudendo in 2h07'44". Un verdetto, questo, che conferma la supremazia africana sulle lunghe distanze, ma che lascia spazio anche alla cronaca locale: tra gli italiani, Luca Parisi ha chiuso in sedicesima posizione con il tempo di 2h22'44".
La solitaria di Pascaline Kibiwot e il nuovo primato
Nel settore femminile, la gara ha preso una direzione precisa già dal passaggio sulla distanza della mezza maratona. Pascaline Kibiwot ha imposto un ritmo che nessuna delle inseguitrici è riuscita a sostenere, allungando progressivamente fino a tagliare il traguardo in solitaria. Per lei, non solo il gradino più alto del podio ma anche il nuovo primato della manifestazione: il suo 2h22'44" cancella il precedente record che resisteva da qualche anno, migliorandolo di pochi secondi. A completare il podio, due atlete etiopi: Genet Tadesse Robi, seconda con 2h24'55", e Aberash Fayesa Robi, terza con 2h25'43". Tra le italiane, Sara Carnicelli ha conquistato un tredicesimo posto che rappresenta il miglior risultato tricolore della giornata, fermando il tempo sul 2h40'29".
Roma blindata e il bilancio di una macchina organizzativa
La città ha vissuto una domenica di mobilità straordinaria, con il traffico che ha subito pesanti modifiche sin dalle prime ore del mattino. Le chiusure hanno interessato progressivamente le arterie principali – da piazza Venezia a San Pietro, dal Foro Italico a Ponte Milvio – attraversando le piazze simbolo del centro come Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e Piazza Navona. La stazione metro Colosseo è rimasta inaccessibile per l’intera durata della gara, mentre sulla linea ferroviaria Termini-Centocelle è stata attivata la sospensione della corsa, sostituita da autobus, per garantire comunque i collegamenti di base. Anche il traffico ferroviario ha subito modifiche, in particolare tra Roma Tiburtina e Roma Ostiense, a causa dei cantieri per la realizzazione della nuova fermata del Pigneto, con ripercussioni sulla circolazione dei regionali delle linee FL1 e FL3, mentre resta regolare il servizio del Leonardo Express. Alle premiazioni, svoltesi al termine della competizione, era presente il presidente del comitato regionale FIDAL Lazio, Fabio Martelli, a suggellare una macchina organizzativa che ha visto in campo le forze della Polizia Locale di Roma Capitale e centinaia di addetti ai lavori per gestire l’afflusso.




