La morte di James Van Der Beek, il fratello Jared: «Eri la mia persona, ora capisco il crepacuore»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il silenzio che segue un addio, quando a mancare è un fratello maggiore, quello che hai sempre guardato con ammirazione fin da quando sei nato, si riempie di parole che cercano di dare una forma al dolore. Jared, fratello di James Van Der Beek, ha scelto di affidare ai social il suo tributo per l’attore scomparso a 48 anni dopo una battaglia durata due anni e mezzo contro un tumore al colon-retto, e lo ha fatto con un messaggio che scava nella profondità di un legame che non c’è più, almeno nella sua manifestazione terrena. «Era la mia persona», ha scritto Jared in un lungo post pubblicato su Instagram a corredo di un carosello di fotografie che ritraggono i due fratelli in momenti di vita privata, istantanee di un’intimità che ora diventa memoria -2-3.

Il vuoto del legame fraterno e l’ammirazione di una vita

Nel suo racconto, Jared confessa di aver compreso solo ora il significato autentico dell’espressione “crepacuore”, quella sensazione di devastazione che affonda nel petto e che non avevi mai immaginato potesse fare così male. James, per lui, non era semplicemente il fratello maggiore, ma il punto di riferimento costante, la persona a cui rivolgersi «per qualsiasi cosa», un sostegno che non aveva mai fatto mancare la sua presenza nei momenti di bisogno -2. E in questo fluire di ricordi e consapevolezze, Jared trova un primo, timido spiraglio di conforto leggendo i messaggi di quanti hanno incrociato il cammino di James: suo fratello, spiega, ha toccato l’esistenza di molte persone non tanto per ciò che ha realizzato sullo schermo, quanto per l’uomo che era, per quella capacità di condividere con cuore aperto e anima saggia che lo contraddistingueva -2.

La gratitudine per chi lo ha accompagnato e la promessa di una guida che continua

Nel suo tributo, Jared non dimentica di ringraziare quanti si sono fatti sentire in queste ore e, in particolare, quella cerchia ristretta di persone che è stata accanto a James nei suoi ultimi momenti, un gruppo definito «semplicemente straordinario» per aver contribuito a rendere il suo passaggio «il più bello possibile» -2. Il pensiero conclusivo è per il fratello, un commiato che si trasforma in una promessa di continuità: la mancanza della presenza fisica e delle parole di saggezza al telefono è già immensa, eppure la sensazione della sua presenza è così forte che Jared sa che continuerà a guidarlo. Un ringraziamento per aver condiviso la vita, e un «ti voglio bene» che suggella un legame che la morte non ha reciso -2. L’attore lascia la moglie Kimberly, che aveva sposato nel 2010, e i loro sei figli, di età compresa tra i 4 e i 15 anni, una famiglia che ora deve fare i conti non solo con il lutto, ma anche con le difficoltà economiche lasciate dalla lunga malattia -1-6.

La solidarietà di Hollywood e il gesto simbolico di Steven Spielberg

Nel dolore che ha avvolto la famiglia, un gesto concreto è arrivato da Steven Spielberg e da sua moglie Kate Capshaw, che hanno donato 25.000 dollari alla campagna di raccolta fondi lanciata sulla piattaforma GoFundMe per sostenere Kimberly e i bambini -4-6. Un contributo significativo, che si aggiunge ai due milioni di dollari superati in pochi giorni grazie a oltre 40mila donazioni, e che porta con sé un valore simbolico innegabile per chi ha amato Dawson‘s Creek -4-6. Il personaggio di Dawson Leery, infatti, sognava di diventare regista e aveva tappezzato la sua stanza con i poster dei film di Spielberg, una passione che lo rendeva quasi un suo alter ego immaginario. Lo stesso regista, nel corso di una reunion della serie l’anno precedente, aveva registrato un videomessaggio ironico rivolgendosi proprio a Dawson, creando un ponte tra finzione e realtà che oggi, dopo la scomparsa dell’attore, assume i contorni di un commosso saluto -4-6.

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